Presentato a Palermo l’”Atlante socioeconomico della Sicilia”

Scritto da: il 19.12.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

È stato presentato ieri a Palermo l’Atlante socioeconomico della Sicilia, frutto di una consolidata collaborazione fra la Regione Siciliana e l’Istat.

Con l’ausilio di un amplio spettro di cartografie, lo studio offre una completa radiografia dell’Isola.

La stagnazione demografica ha investito anche la Sicilia: le cause sono da ricercare nel declino delle nascite, nella disaffezione nei confronti del matrimonio e nella ripresa dei flussi migratori.

La riduzione dei flussi di rinnovo della popolazione sta configurando un profilo d’invecchiamento della popolazione quasi in linea con il modello medio nazionale. Tuttavia dall’analisi dei dati disaggregati a livello comunale emergono situazioni diversificate che offrono interessanti letture sotto il profilo territoriale.

Sono questi, in sintesi, i principali elementi contenuti dell’Atlante, realizzato dall’Ufficio regionale dell’Istat in collaborazione con il Servizio Statistica della Regione Siciliana.

Il volume riunisce, secondo uno schema organico, un insieme di dati e indicatori presentati in cartogrammi per rendere più agevole la comprensione di fenomeni talvolta complessi e consentire di conoscere e quindi valutare l’entità e la dinamica delle trasformazioni.

Nella prima parte dell’Atlante sono riportate 167 cartografie articolate in tre aree tematiche: territorio e ambiente, popolazione e società, economia.

La seconda parte contiene 101 cartografie in cui sono rappresentati indicatori calcolati per nove tipologie di aggregazioni funzionali (Aree metropolitane, Aziende Unità Sanitarie Locali, Circondari giudiziari, Collegi elettorali, Gruppi di Azione Locale, Patti territoriali, Progetti Integrati Territoriali, Sistemi Locali del Lavoro, Sistemi Locali del lavoro Turistici).

Dai dati statistici riguardanti le nove province siciliane emerge che Catania, con una densità demografica pari a 303 abitanti per kmq è la prima nella graduatoria, seguita da Palermo e Messina (249,6 e 201,4) mentre in coda quella di Enna con 67 abitanti per Kmq (in Sicilia il valore medio è pari a 195,1).

Analoga la situazione per quanto riguarda la densità delle abitazioni i cui valori oscillano da un massimo del catanese di 137 case per kmq di superficie totale a un minimo di Enna pari a 37 unità.

Per quanto riguarda le seconde case ovvero le abitazioni vuote o occupate da non residenti, al censimento i dati documentano valori superiori alla media regionale (pari al 30,2% del totale) per Agrigento (39,1%), Ragusa (38%), Trapani (34,9%) ed Enna (31,3%); la graduatoria si chiude con Catania che presenta una quota pari al 23,6%.

Nell’ultimo decennio le maggiori perdite relative in termini di popolazione sono state in prevalenza a carico delle aree più interne della regione: flessioni più marcate si registrano infatti per Enna con un valore pari a -15% , seguita da Caltanissetta (-7,2%), Agrigento (-5,8%) e Messina (-3,9%); Catania con il 7,6% e Palermo con il 4,7% registrano le performance più positive in considerazione anche della crescente presenza della componente straniera (il corrispondente dato medio per l’intera Isola è pari all’1,6%).

Il tasso medio di natalità dell’Isola è pari al 10,1 per mille abitanti e risulta convergente sul livello medio nazionale (9,6 per mille): valori superiori alla media regionale si registrano per le province di Caltanissetta, Palermo e Catania, mentre a Messina ogni mille abitanti nascono poco più di 8 bambini.

Ogni 100 persone con meno di 15 anni nella regione, ve ne sono in media 111 con più di 64 anni: in cima alla graduatoria provinciale appare Messina (141,4) seguita da Enna (127,2), mentre in coda alla classifica e con valori inferiori alla media dell’Isola, le aree di Catania (97,4) e Palermo (102,6).

I dati di profilo economico confermano il ritardo in termini di occupazione e sviluppo dell’Isola rispetto al resto del Paese: l’indice generale di dotazione economica ovvero il rapporto tra gli occupati e la popolazione residente (calcolato sulla base dei dati raccolti in occasione del censimento demografico e disponibile anche a livello comunale) con un valore pari a 26,1% conferma tale distanza (in Italia il dato corrispondente è pari al 36%).

L’indice di imprenditorialità spiega che ogni 1.000 abitanti nella regione sono presenti in media 53,1 unità locali d’imprese: a Ragusa spetta il primato della classifica con un valore pari a 59,7%, seguita da Trapani con il 58,1%. La graduatoria si chiude con Siracusa (47,5%), Enna (48,6%) e Palermo (48,9%).

La vocazione al terziario dell’economia isolana è confermata anche dai dati sugli addetti alle unità locali dei servizi che in media sono pari a circa il 70% del totale, con valori che vanno dal 75,7% di Palermo al 61,7% di Siracusa. E, tuttavia, scendendo ad un livello di analisi sub-provinciale, si possono cogliere segnali di maggiore dinamismo economico.

Nell’area nord-occidentale si è confermato il “sistema del vino” e sempre crescente è il numero di aziende agricole che producono vini di qualità. Nell’area sud-orientale, allo sviluppo turistico legato agli itinerari culturali e naturalistici si combina la crescita di un’agricoltura specializzata, una nuova riorganizzazione del settore chimico, il trend positivo dei settori manifatturieri collegati all’Itc.

Ciò significa che all’interno del territorio si registrano segnali di cambiamento rispetto al passato a partire da quei sistemi locali dove imprenditori, spesso giovani, chiedono da una parte minore assistenza, ma regole e procedure certe e snelle, dall’altra interventi pubblici orientati all’apertura al mercato in termini competitivi e un’offerta di servizi più efficienti.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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