Grande rimonta di Rick Santorum nei tre caucus di stanotte (ora italiana) per la nomination repubblicana alle presidenziali Usa del 6 novembre prossimo. Dopo l’esordio vinto al fotofinish (e solo dopo un attento riconteggio) in Iowa il 3 gennaio, l’ultra conservatore di origini italiane era in difficoltà, ma con un brillante colpo di reni si è reimposto all’attenzione dei media e dell’elettorato, vincendo in Missouri, in Minnesota e in Colorado.
L’ex senatore della Pennsylvania si è aggiudicato il 55% delle preferenze nel Missouri, dove Romney è arrivato al 25% e Ron Paul al 12% (qui Newt Gingrich non si è presentato). In questo Stato vi è da dire che l’esito dei caucus non è vincolante per l’assegnazione dei delegati, ma la schiacciante vittoria del cattolico di ferro ha comunque una grande valenza simbolica. Nel Minnesota, Santorum ha avuto circa il 45% dei voti. Secondo Paul con il 27%, terzo Romney con un mortificante il 17% ed appena l’11% per Gingrich. In Colorado Santorum ha invece superato il 40% dei suffragi, con Romney quasi al 35%, terzo Gingrich con il 12.8% ed ultimo Paul con l’11.7%.
La riscossa di Santorum è un chiaro segnale di come la destra religiosa americana si stia compattando attorno al candidato più affine ai suoi ideali. Ancora è presto per mettere in discussione sia la leadership di Romney che il ruolo di sfidante più accreditato di Gingrich, ma è certo che i telepredicatori degli States da questo momento in avanti faranno di tutto per promuovere Santorum, indifferenti di fronte alla considerazione che mai e poi mai potrebbe battere Barack Obama.

Rick Santorum accanto ad un manifesto con le parole chiave della sua campagna: fede, famiglia, libertà