Pyongyang rompe gli accordi con Seul, si impenna la crisi nel Nord Est asiatico

Scritto da: il 30.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

La Corea del Nord ha accusato la Corea del Sud di voler condurre i due Paesi «sull’orlo di una guerra» ed ha anche clamorosamente annunciato l’intenzione di annullare gli accordi politici e militari raggiunti da tempo con Seul in vista di una progressiva normalizzazione dei rapporti.

Lo ha reso noto l’agenzia ufficiale nordcoreana Kcna, citando un comunicato della Commissione per la riunificazione pacifica della Corea, l’organismo di Pyongyang per le relazioni con i fratelli divisi.

Nel comunicato si legge che «tutti i punti concordati per porre fine al contenzioso politico e militare tra Nord e Sud saranno considerati nulli», così come lo saranno «l’accordo sulla riconciliazione, la non-aggressione, la cooperazione e gli scambi, e quello riguardante la frontiera marittima» nel Mar Giallo.

Per Pyongyang, il governo conservatore del presidente sudcoreano Lee Myung-bak ha «distrutto» gli accordi raggiunti nel corso dei vertici intercoreani del 2000 e del 2007. Il regime nordcoreano minaccia apertamente, dichiarando che «il gruppo di Lee» rischia di subire «una distruzione umiliante».

La dura presa di posizione segna il culmine di un momento di rapporti davvero molto tesi tra Pyongyang e Seul, ma secondo alcuni analisti la provocazione nordcoreana potrebbe anche essere un semplice tentativo di rammentare al neopresidente statunitense Barack Obama l’esistenza del nodo coreano.

Da un punto di vista formale, Nord e Sud sono ancora in guerra. Le relazioni tra i due Paesi, dopo prolungati segnali di distensione, da circa un anno sono peggiorate, da quando a Seul si è insediato il presidente Lee Myung-bak, che ha subito minacciato di bloccare ogni aiuto al Nord se Pyongyang non porrà definitivamente fine al suo programma nucleare.

La zona del Mar Giallo del contestato confine tra Nord e Sud che Pyongyang afferma di non voler più riconoscere è stata più volte teatro di scontri armati, tanto che nel 1999 diversi marinai del Nord furono uccisi nel corso di una vera e propria battaglia tra unità navali. E la stessa cosa accadde nel 2002, quando rimasero uccisi anche sei militari sudcoreani.

Certo che con le emergenze correnti in Medio Oriente ed in Asia Centrale, davvero l’ultima cosa che serve a Washington è un riacutizzarsi della crisi nel Nord Est asiatico, ma è comunque chiaro che gli accordi stretti da Bush jr con il regime nordcoreano sono sempre stati considerati carta straccia da Pyongyang.

Insomma, anche sul versante estremo-orientale le cose non sono affatto semplici per Barack Obama, che ha davvero ereditato un mondo ad un passo dall’essere del tutto fuori controllo.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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