Quant’è veloce oggi il deperimento di un brand

Scritto da: il 22.12.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Quella che sembrava un’idea vincente, in grado di attraversare la politica italiana per almeno un decennio lasciando il segno, sta rapidamente invecchiando e perdendo pezzi. L’odierno abbandono del Popolo della Libertà da parte del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacono (destinazione Forza del Sud?) – arrivato appena il giorno dopo le clamorose perplessità avanzate da Silvio Berlusconi sul Pdl, innanzitutto come brand politico – ne è prova di peso.

Per il premier, qualsiasi suggerimento per un nuovo nome della formazione di centro-destra è benvenuto. Ovvero, il Cav. è pronto a rottamare anzitempo la sua creatura, che è durata poco più di 3 anni (Forza Italia circa 14). Insomma, davvero oggi il deperimento di un marchio è assai veloce. Si può dire che resiste solo Coca Cola, insieme ad uno sparuto gruppo di termini inossidabili. Ma ormai neanche i geni del marketing che stanno dietro Berlusconi riescono a pensare un brand che realmente possa accompagnare una forza politica per alcune legislature.

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