Quasi pronto il nuovo romanzo di Dan Brown, sarà un “massothriller” ambientato fra le logge di Washington

Scritto da: il 15.02.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

La lunga attesa per leggere un romanzo di Dan Brown post Il codice da Vinci (che, uscito nel 2003 ha venduto nel mondo la bellezza di settanta milioni di copie, di cui cinque solo in Italia per la Mondadori) pare stia per terminare.

Dopo la pubblicazione dell’ottimo “prequel” Angeli e Demoni (a mio avviso più bello ed intrigante del Codice), i fan dello scrittore statunitense sono rimasti assai delusi dai “fondi di cassetto” come La verità del ghiaccio (belle idea, eccellente per un film, ed ambientazione, a metà fra il polare e lo spaziale, ma effetto complessivo deludente assai) e Crypto.

A questo punto, però, sarebbe in dirittura d’arrivo in libreria (per i tipi della Doubleday) The Salomon Key (La chiave di Salomone), un giallo sui misteri, veri o presunti, della massoneria americana.

Protagonista del romanzo sarà ancora una volta il professor Robert Langdon, il dinamicissimo esperto in simbologia religiosa ed esoterismo dell’Università di Harvard.

Nel mirino di Brown, stavolta – dopo l’Opus Dei, involontario coprotagonista del Codice - vi è la Massoneria a stelle e strisce.

La notizia dell’imminente (ma sarà così? Se ne parla già dal 2004 …) pubblicazione è girata a Ginevra alla presentazione del film tratto da Angeli e demoni (a proposito, sempre di Ron Howard e con Tom Hanks e Ayelet Zurer, pare sia stupefacente) uscirà nelle sale americane il 15 maggio (da noi poco dopo).

E proprio Ron Howard, l’indimenticabile Richie Cunningham di Happy Days, ha rivelato che Brown avrebbe sostanzialmente concluso il romanzo ambientato nel microverso massonico della capitale americana.

Ne parlarà bene? Ne parlerà male? Di certi i massoni nel mondo hanno contributo, grazie ad un possente “passaparola”, al successo del Codice, che, pur non apprezzato da tutti i liberi muratori (alcune riviste di settore, anche in Italia, lo hanno stroncato), è stato da loro certo molto letto e diffuso, forse per le audaci tesi sulla discendenza umana del Cristo, forse per il ruolo demoniaco che nella trama svolge il rivale (per non dire nemico) Opus Dei.

Ora è quasi pronto un volume - di cui in realtà si sa pochissimo, se non che sarà una sorta di “massothriller” - che potrebbe anche mettere in imbarazzo la Massoneria americana (e, gioco forza, tutte le altre fratellanze del mondo), ma che di certo è attesissimo, anche e soprattutto dai massoni, come di rado accade ad un autore.

Del resto, pur scrivendone malissimo, con il Codice da Vinci Brown ha confezionato uno spot pubblicitario di risonanza mondiale per l’Opus Dei. Male che vada sarà lo stesso per la Massoneria.

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