Quel ramo del Lago di Como dove si impiegano soldi pubblici per tradurre le info in dialetto

Scritto da: il 04.09.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Se si compone il numero del centralino del Comune di Como (031/25.21), si viene accolti da questo avviso: «Benvenuti nel servizio informazioni del Comune di Como. Per accedere all’area in lingua italiana digitate il tasto 1, in dialetto 2, in inglese 3».
A prescindere dalla scala di priorità degli amministratori di centrodestra della bella cittadina lombarda, per cui, bontà loro, il lariano viene prima dell’inglese, mi chiedo se davvero valga la pena impiegare soldi pubblici per un servizio che francamente suscita più sorrisi che altro.
Anche perché, digitato il tasto 2, una matura voce maschile (che abbiano trovato delle difficoltà a reperire uno speaker giovane?) parla in un idioma comprensibilissimo agli italiani tutti, ma credo anche a francesi, spagnoli, portoghesi e financo rumeni e ladini.
Considerati i miei natali etnei non sono certo titolato a parlare di buona amministrazione e devo preventivamente cospargermi il capo di cenere dinanzi a chiunque sul pianeta, ma l’iniziativa dei lariani qualche perplessità la suscita anche in chi è abituato alle singolari scelte di Palazzo degli Elefanti.

Una vista del Lago di Como

Una vista del Lago di Como

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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