Ragusa atomica? No, casomai forno a microonde che ha squagliato il Terzo Polo

Scritto da: il 26.03.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Ragusa, gioiello di ordine e sviluppo economico che manco sembra d’essere in Sicilia, a fine maggio voterà per il rinnovo del Consiglio Comunale e della carica di sindaco. In piccolo, nel capoluogo ibleo, già nel decidere le candidature si sono affrontati (talora risolvendoli, talora no) molti dei nodi salienti della politica isolana, a cominciare dalla sorte del cosiddetto Terzo Polo, letteralmente morto nella culla.

Cominciamo con il dire che la campagna elettorale ragusana è sicuramente anomala, tanto è scontata la rielezione di Nello Dipasquale, che gli ultimi sondaggi danno al 60% delle simpatie fra i concittadini. Il sindaco in carica non dorme sugli allori, però, e – come ha dichiarato durante un nostro colloquio – preferisce muoversi come se i sondaggi non esistessero, ascoltando la gente «per raccoglie idee e progetti utili al completamento del programma elettorale». Programma che ha illustrato ieri pomeriggio alla Camera di Commercio. Tema caldo anche il nucleare, visto che le polemiche in merito post terremoto in Giappone sono giunte fino a Ragusa.

In merito, Dipasquale ha evidenziato come «la giunta municipale, proprio in considerazione dei rischi che inevitabilmente comporta la produzione di energia atomica, ha sancito più di un anno fa, con la delibera n. 37 del 28 gennaio 2010, il proprio parere contrario alla realizzazione di impianti nucleari nel territorio ragusano». Il sindaco lo ripete spesso in questi giorni, perché nel clima teso di campagna elettorale c’è anche chi vorrebbe farlo passare per “filo atomo”. «Allusione del tutto gratuita» che il primo cittadino respinge con forza. Insomma, nessuna Ragusa atomica, perché su questo sono tutti d’accordo.

Nonostante un risultato delle elezioni sostanzialmente già scritto, però, tanti sono i veleni in queste settimane di campagna. Gli autonomisti di Raffaele Lombardo hanno infatti deciso di contrapporre a Dipasquale, che pure era stato appoggiato dall’Mpa nel 2006, un candidato, Salvatore Battaglia (sostenuto pure dall’Api di Rutelli). Di contro, il sindaco uscente ha dalla sua tutto il centrodestra, compresi Fli e Udc. E qui sta un grosso punto a favore dell’incumbent. Perché a Dipasquale è riuscita la mossa di scardinare sul nascere il Terzo Polo a Ragusa (altrove c’ha pensato da solo).

Centristi e futuristi, infatti, non se la sono sentita di sconfessare un primo cittadino con il quale hanno ben operato in 5 anni di amministrazione. E quindi all’Mpa è rimasto soltanto l’appoggio dell’Api. Un’allenza, per inciso, anche assai ballerina, considerato il gelo che al momento corre fra i rispettivi leader, Lombardo e Rutelli, da tempo in disaccordo. Insomma, a Ragusa, ma pare proprio anche nel resto d’Italia, il Terzo Polo si è sciolto come un gelato nel forno a microonde.

Candidato per il centrosinistra è invece Sergio Guastella, del Pd, che gode del sostegno della Federazione della Sinistra, dell’Idv e di Sel. Ottima la sua operazione di “ricompattazione” della sinistra iblea, ma di opportunità concrete di impensierire Dipasquale non ne ha di certo. In ogni caso, essere riuscito a presentare un cartello di sinistra unito è già un bel risultato politico. Anche in questo Ragusa, in sedicesimo, fa scuola.

Carta della Sicilia
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