Ratzinger in Arabia?

Scritto da: il 09.08.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Sembrava un errore insuperabile ed invece l’ormai celebre discorso di Benedetto XVI a Ratisbona il 12 settembre 2006 ha aperto davvero, inaspettatamente, un nuovo corso nelle relazioni fra la Santa Sede ed il mondo islamico. A questo punto, considerati alcuni ultimi segnali, Joseph Ratzinger potrebbe essere il primo Papa a visitare la penisola arabica. Ai primi di luglio, infatti, il pontefice bavarese ha ricevuto un invito ufficiale dal re del Bahrein, Hamad. Ed un anno fa aveva ricevuto un analogo invito da parte del vicepremier del Qatar.

A queste aperture il Vaticano può sommare i mutati rapporti con l’Arabia Saudita, il cui re Abdullah è il custode dei luoghi sacri dell’Islam. Al recente forum interreligioso di Madrid, organizzato proprio da Abdullah, era presente il cardinale Jean-Louis Tauran, che ha avviato con la Casa Reale – in piena fase riformista – le trattative per la costruzione di una chiesa cattolica in Arabia Saudita.

Perché a Ratisbona, come nota Il Foglio di mercoledì scorso, Ratzinger «ha cambiato il paradigma islam-cristianesimo, passando da un modello di dialogo inefficace ad una diretta e rispettosa sfida. Ratisbona, infatti, ha modificato la dinamica del dialogo intereligioso e ha aperto un confronto dentro il mondo islamico, esattamente come era nelle intenzioni di Benedetto XVI».

Ratzinger ed Abdullah, si sono recentemente incontrati a Roma. Sarebbe splendido che si incontrassero di nuovo, stavolta alla Mecca. Perché di sicuro un simile viaggio papale scuoterebbe alle radici il fondamentalismo islamista. Magari nel breve periodo potrebbe attizzare gli animi dei più beceri fra gli integralisti, ma il dialogo fra Ryad e la Chiesa può solo avere esiti positivi per il mondo intero.

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