Realpolitik in salsa etnea, ovvero se il sindaco (Pdl) si costituisce parte civile contro l’ex sindaco (Pdl)

Scritto da: il 26.04.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

La proposta/esortazione fatta dal deputato nazionale Pd Giuseppe Berretta al sindaco di Catania Raffaele Stancanelli di far costituire il Comune parte civile contro gli ex amministratori della città che potrebbero essere rinviati a giudizio per la vicenda del buco di bilancio 2003 rischia di mettere in una posizione davvero poco invidiabile il primo cittadino etneo.

A rigor di logica, il ragionamento di Berretta non fa una piega: visto che il sindaco si dice così tanto in discontinuità con il suo predecessore Umberto Scapagnini, pur essendo entrambi del Pdl, perché non compie un gesto, nel contempo pratico e simbolico, di così assoluta rottura con il passato?

Ma, osservo io, se Stancanelli dovesse realmente far costituire il Comune parte civile contro Scapagnini non si raschierebbe davvero il fondo del cinismo politico?

Si sa che Catania non è tenera con i vinti e/o con gli ex, ma una simile scelta di Stancanelli sarebbe davvero il colmo. Rappresenterebbe il trionfo di quella realpolitik in salsa etnea che spesso ha disgustato cittadini e amministratori con un minimo di spessore morale.

Perché se c’è una cosa che occorre dire in questo momento tanto delicato per Catania è che non si risolve certo nulla, anzi si compie soltanto una grossa ingiustizia, addossando tutte le colpe tutte, tutte le croci tutte su di Umberto Scapagnini.

L’ex sindaco ha delle innegabili responsabilità, ma non era certo solo nella sua azione amministrativa. Anzi, dei suoi assessori e dirigenti mi pare che molti siano ancora in giunta o comunque in posti di rilievo nella corrente amministrazione.

Eppoi, in tutta franchezza, la classe politica ha gravissime colpe nello sfascio di Catania, questo è financo banale dirlo, ma qualcuno deve pur parimenti dire che in questi ultimi anni il “materiale umano” catanese è degenerato in maniera vergognosa.

Perché se il caos e la microcriminalità oggi la fanno da padroni, se la barbarie trionfa nelle relazioni interpersonali anche minime ciò è colpa innanzitutto dei catanesi, ovvero di quei catanesi che, convinti di essere semidei intoccabili, semplicemente vivono come se gli altri non esistessero. Senza pagare per la loro criminale arroganza. Miracoli della liberaldemocrazia …

L'Etna in eruzione
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