Regionali siciliane, sondaggio Demopolis: grande frammentazione e balzo in avanti di M5S

Scritto da: il 02.08.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Novità di rilievo per la politica siciliana dall’ultimo sondaggio Demopolis, appena reso noto. Intanto, preseguendo in un trend ormai lungo mesi e mesi, se si votasse oggi, appena il 61% degli elettori dell’Isola si recherebbe alle urne per l’elezione del nuovo presidente della Regione e per il rinnovo dell’Ars. 4 elettori su 10 resterebbero a casa, a conferma di una crescente insofferenza verso la classe politica nel suo insieme: la fiducia dei siciliani nei partiti è infatti crollata dal 22% del 2006 al miserrimo 4% odierno. A tutto vantaggio della cosiddetta “antipolitica”.

«All’indomani delle dimissioni di Raffaele Lombardo – ha affermato il direttore dell’Istituto Demopolis, Pietro Vento – il quadro delle intenzioni di voto dei siciliani appare decisamente confuso e frammentato: al dato dell’astensione dichiarata va aggiunto il numero di quanti non saprebbero per chi votare: il 28% dell’elettorato non esprime oggi una specifica intenzione di voto».

Da notare come, a meno di tre mesi dalle elezioni di fine ottobre, i quattro principali partiti non abbiano ancora deciso con chi allearsi. E neppure hanno identificato un loro candidato per Palazzo d’Orléans. Fattori che, accanto al numero altissimo di indecisi e potenziali astensionisti, incidono significativamente sulle stime di voto degli elettori.

Secondo il Barometro Politico Demopolis, se ci si recasse oggi alle urne per le elezioni regionali, l’Mpa del presidente uscente otterrebbe il 16%, appena sopra i due principali partiti nazionali, che pagano più degli altri in Sicilia l’astensionismo e l’onda nazionale dell’antipolitica, ma anche le proprie incertezze e le troppe divisioni interne: il Pd si posiziona infatti al 15.2%, mentre il Pdl (brand che probabilmente a fine ottobre in Sicilia avrà la sua ultima apparizione alle urne, prima di essere archiviato) al 15%. Appare stabile al 7.5% Grande Sud di Gianfranco Micciché, dato comunque destinato a mutare durante la campagna elettorale.

In crescita, al 12.5%, l’Udc di Gianpiero D’Alia, decisivo ago della bilancia tra Pd e Pdl negli scenari di coalizione per la presidenza della Regione. Ma ecco la vera sorpresa: pur senza candidati al momento visibili, secondo Demopolis si attesterebbe al 9.5% il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, che catalizza il voto di protesta e che su base nazionale era stato recentemente accreditato del 18% circa delle simpatie. La stima per il momento è piuttosto alta, anche per la risonanza mediatica del recente successo alle amministrative nel Centro Nord del Paese, ma l’M5S ormai pare proprio essere presente anche in Sicilia, per quanto ancora non ben strutturato.

Sotto la soglia del 5%, ma sicuramente in lizza per il Great Game delle alleanze, gli altri partiti. 3.6% per Sel di Nichi Vendola, 4.1% per l’Idv di Antonio Di Pietro, 1.3% per Fds (Comunisti Italiani più Rifondazione). Sul versante opposto, nel centrodestra, risale il Pid, posizionandosi al 3%, stesso risultato, sempre in salita rispetto alle precedenti rilevazioni, de La Destra di Nello Musumeci, un leader sicuramente in grado di attrarre, specie in provincia di Catania, consensi più ampi e trasversali, ben oltre la propria area di riferimento. 4.5% infine per Fli, mentre ottengono insieme il 2.5% Api e Mps. Risultano al momento sotto il 2% altre liste minori.

Per Pietro Vento, «Il “dopo Lombardo” sembra caratterizzato da uno scenario di grande frammentazione, mai registrato in passato: con nessun partito che supererebbe oggi nell’Isola il 16% nei consensi. Appena 6 liste raggiungerebbero, senza accordi tecnici, la soglia richiesta del 5% necessaria per l’accesso ad un Assemblea Regionale Siciliana che rischia di uscire dal voto di fine ottobre ancora più ingovernabile dell’attuale. Il quadro che emerge dall’indagine Demopolis appare destinato a modificarsi in modo sostanziale nelle prossime settimane, quando gli indecisi cominceranno ad orientarsi ed i principali partiti sceglieranno il loro candidato alla presidenza della Regione, compiendo le proprie scelte in termini di alleanze e coalizioni in vista di una durissima campagna elettorale che appare sempre più piena di incognite per l’intera classe politica siciliana». Come dire che davvero da qui a fine ottobre non vi è certezza per nessuno.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple