Riflessioni sul possibile governo Monti

Scritto da: il 11.11.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

In tutta franchezza, dico subito che all’ipotesi, ormai certa, di un governo (tecnico o tecnico-politico che sarà) a guida Mario Monti avrei preferito quella di un governo politico a guida Gianni Letta o Angelino Alfano. Capisco le remore di Silvio Berlusconi nell’utilizzare quest’ultimo in tale caotica fase (il comprensibile timore è di “bruciarlo”, dovendo Alfano, nelle intenzioni del Cav., guidare la prossima campagna elettorale nazionale del centrodestra italiano, Formigoni permettendo, ovviamente), ma la soluzione Monti, così gradita ai mercati (appunto perché così gradita ai mercati) mi rende assai perplesso.

Con Monti, sia chiaro, stiamo per cedere la nostra sovranità popolare ad un uomo, per carità, assolutamente perbene, capace e morale, sul quale grava però il sospetto d’essere il garante/portatore di interessi estranei a quelli del popolo italiano. Ex rettore dell’Università Bocconi, ex commissario europeo, Monti, specializzato alla Yale University, è dal 2005 international advisor della banca d’affari Goldman Sachs, che qualche responsabilità potrebbe anche avere avuto nella marea di vendite di Btp che ha colpito l’Italia. Tralascio la sua appartenenza alla Trilateral e le frequentazioni con i Bilderbergs, del tutto legittime, ma non si può non notare come sia la grande pressione internazionale (una pressione che di democratico ha ben poco) a volere Monti premier italiano quale possibile risolutore di tutta una serie di problemi.

Ora, in democrazia, la soluzione dei problemi (e l’Italia sicuramente ne ha tanti) deve sempre essere politica e deve giungere attraverso il confronto/scontro/sintesi fra le diverse visioni, fra le diverse anime di un Paese. Certo, il nostro Parlamento oggi è il frutto di una legge elettorale liberticida, concertata da Silvio Berlusconi e Walter Veltroni al solo fine di escludere comunisti e socialisti da Camera e Senato. Ed allora si cambi legge/sistema elettorale e si torni al voto, ridando alla gente la possibilità di esprimersi in merito alle soluzioni concrete che ogni partito proporrà.

Rimane da chiedersi come il nostro Paese sia finito in una simile situazione. Da mesi scrivo che si tratta di un problema di credibilità. Il clima internazionale fortemente ostile all’Italia è sicuramente anche il risultato degli scandali sessuali in cui si è trovato coinvolto Silvio Berlusconi, un uomo pubblico che si è rivelato essere privo del necessario senso dello Stato e delle Istituzioni che dovrebbe avere un premier. Berlusconi si sarebbe dovuto dimettere subito dopo il primo alito di vento sulla grottesca vicenda Ruby. Non lo ha fatto e la situazione si è incancrenita fino a fargli perdere qualsivoglia credibilità agli occhi del mondo.

Ma non è solo questo che è accaduto. Di sicuro il corrente stato di cose vede una considerevole componente di speculazione. A mio avviso posta in essere per un motivo ben preciso: punire l’Italia per i risultati dei referenda dello scorso giugno. Agli occhi del potere globale l’Italia è divenuta inaffidabile quando abbiamo scelto, con volontà massicciamente compatta, di rifiutare la privatizzazione dell’acqua nel nostro Paese. Pessimo segnale di “indisciplina” per chi persegue un preciso progetto di gestione privata delle risorse vitali del mondo intero.

Mario Monti

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