Sarah, Sarah, tu ti inquieti e ti affanni per mille cose …

Scritto da: il 30.08.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

… mentre una sola è quella che vale: il numero dei voti elettorali (3 per l’Alaska)!

Sarah Palin è dal 2006 governatore, appunto, dell’Alaska, il primo donna. Madre di ben cinque figli, sposata con un inuit (Todd, che però tutto sembra tranne che un eschimese), è nata 44 anni fa nell’Idaho. Ha la tessera della National Rifle Association (la potentissima lobby delle armi che qualcuno definisce la più grande organizzazione terroristica al mondo) e corre la maratona. Inoltre, è presidente dell’Alaska Oil and Gas Conservation Commission.

Premettendo la mia simpatia “tecnica” (ossia li avrei considerati molto più utili al candidato repubblicano nella sua corsa per la White House) per Romney e Giuliani, mi pongo una domanda precisa: perché la Palin? Certo la sua carriera politica è degna di nota, ma neanche di quelle al fulmicotone: da giovane fa molto sport e partecipa a concorsi di belleza, a 30 anni è sindaco della cittadina di Wasilia e nel 2006 vince la corsa a governatore dell’Alaska sconfiggendo a sorpresa alle primarie repubblicane Frank Murkowsky, che era in carica, ma che la Palin aveva accusato di numerose scorrettezze nella gestione del patrimonio petrolifero del gelido Stato ai confini dell’Universo.

Certo, la Palin ha un tasso di gradimento del 90%, il che ne fa teoricamente uno dei governatori più popolari degli States. Ma di fatto è una sconosciuta. Ed allora, perchè la scelta di McCain?

Intanto, crediamo, per la giovane età, in maniera da rassicurare in merito al principale problema che la gente avverte nei confronti di McCain, ossia i suoi 72 anni compiuti proprio ieri.

Inoltre, la Palin garantisce al ticket repubblicano una posizione solida su tutti quei temi che stanno a cuore ai conservatori ed alla destra religiosa Usa. Perché la lady che viene dal ghiaccio è contro l’aborto (ha anche un figlio down) e contro i matrimoni gay. Ed è favorevole alla pena di morte ed al diritto di portare armi.

Ma un dubbio sorge spontaneo. Vero è che McCain, considerato troppo laico da molti elettori ipercredenti, aveva bisogno di coprirsi proprio su questo fronte e quindi la Palin all’uopo è perfetta. Ma comunque, sia chiaro, non è che il voto degli estremisti religiosi abbia mai avuto la benché minima possibilità d’essere intercetatto da Obama.

Insomma, fuori dai denti, non è che i redneck, ci si perdoni il termine very politically incorrect, possano mai pensare di non votare McCain, favorendo implicitamente l’elezione del primo presidente (quasi) nero nella storia degli Usa. Tutto il materiale genetico di risulta dell’America profonda, rurale, ignorante, razzista, voterà comunque McCain. I cantori del White Suprematism, il Ku Klux Klan, le varie milizie paramilitari appoggeranno (suo malgrado, perché McCain li disprezza) il candidato repubblicano per fare quadrato contro la minaccia che per la loro immonda visione del mondo rappresenta Obama.

In tale ottica, quindi, la scelta della Palin ci sembra poco utile. A meno che McCain non avesse avuto il sentore di un pesante (e sommamente autolesionistico) boicottaggio della destra religiosa nei suoi confronti. Il che, però, sconfina nella fantapolitica.

Ben più di supporto, lo ripetiamo, sarebbe stato a nostro avviso scegliere Mitt Romney (esperto di economia, proprio il fronte più debole di McCain) o il notissimo Rudy Giuliani (ma in tal caso si sarebbe “allargato” lo strappo con la destra conservatrice).

Un’ultima considerazione. C’è chi ha evidenziato che la Palin, da donna, sarebbe in grado di attrarre il voto di quelle femministe deluse dal fallimento della Rodham Clinton. A nostro avviso non è così. Una femminista preferisce votare Obama che non un’ultrà reazionaria stile Palin. Questo è più che certo …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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