Schizofrenia nordcoreana ed abissale ingenuità Usa

Scritto da: il 16.10.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Mi pare proprio che la cancellazione, avvenuta qualche giorno fa, della Corea del Nord dall’elenco degli Stati fiancheggiatori del terrorismo sia un piccolo capolavoro di intempestività politica, oltre che di ingenuità e miopia. Proprio quando il regime stalinista riattiva la centrale di Yongbyon, portando ulteriormente avanti la sua decennale politica di dissimulazione e snervanti stop and go, Washington compie un simile passo distensivo? Schizofrenici a Pyongyang (hanno anche reinvitato gli ispettori dell’Aiea), ma certo alla Casa Bianca ormai si naviga a vista in attesa di smobilitare.

Inoltre, in un momento in cui nulla di certo si sa sulla sorte del satrapo nordcoreano (ricordiamo come Kim Jong-il da tempo non appaia in pubblico, alimentando le ipotesi di una sua grave infermità), non era meglio attendere per poter utilizzare l’arma della (quasi) normalizzazione dei rapporti con l’eventuale nuovo uomo forte post Kim?

L’idea di un Asse del Male da attaccare ad ogni discorso pubblico era ben sterile, ma una volta creata la “black list” rimuovere uno Stato che dentro ci sta comunque comodo comodo (certo ben più dell’Iraq di Saddam Hussein) mi sembra ancora più controproducente …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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