Scontri a Londra, sequestri a Parigi e Milano: il Capitalismo è sotto assedio?

Scritto da: il 02.04.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Gli scontri con addirittura una vittima avvenuti ieri a Londra, i “sequestri” di dirigenti d’azienda a Parigi e le proteste diffuse di questi giorni sono un pessimo segnale per il Capitalismo.

Perché se le proteste dei No Global che hanno devastato una delle filiali londinesi della Royal Bank of Scotland possono essere considerate frutto dell’usuale (ed arginabile) violenta strategia di pochi in grado di condizionare grossi eventi sfruttandone la carica mediatica, le azioni degli operai francesi che in più occasioni negli ultimi giorni hanno asserragliato nei loro uffici dei top manager (ma oggi è accaduto anche a Milano) non possono essere liquidate con una alzata di spalle.

Se dei padri di famiglia cominciano a compiere gesti così eclatanti, è chiaro che qualcosa sta saltando in Occidente. Ed è chiaro anche che i piani di salvataggio dell’economia globale predisposti da Barack Obama o dai vari governanti europei vengono visti dalla gente comune come un’ancora di salvezza per dei soggetti, in primo luogo le banche, a torto o a ragioni individuati quali principali responsabili della crisi in atto.

Perché, ci si chiede, dare denaro per ripianare i conti delle banche, delle assicurazioni, delle industrie decotte come General Motors e non aiutare, tipo ripianando il rosso dei loro conti correnti, le famiglie? Questa è la reale (diffusa) domanda cui i grandi della Terra (8 o 20 poco importa) dovrebbero dare urgente risposta …

Una manifestazione durante il G20 di Londra
Una manifestazione durante il G20 di Londra
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