Violenza anche al vertice Nato di Strasburgo, la rabbia non è solo dei No Global

Scritto da: il 03.04.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Decine di persone (parrebbe addirittura un centinaio) dei circa trecento manifestanti fermati ieri sono state arrestate dalla polizia francese dopo le dure proteste contro il vertice Nato che si tiene a Strasburgo. Oggi si temono nuovi scontri, considerato come ormai la regia di tali esplosioni di violenza sia consolidata e per certi versi uguale a se stessa da anni.

In questi giorni, però, c’è un elemento nuovo di cui non si può non tenere conto. Accanto alla rituale opera di devastazione dei No Global vi è la rabbia di molti cittadini normali che dalla crisi economica hanno avuto devastata la vita.

Come scrivevo ieri, i fatti di Londra e Parigi di inizio settimana e le manifestazioni a Strasburgo non possono e non devono essere sottovalutate. In Europa ed America la gente ha visto crollare le proprie sicurezze in un battibaleno e molti membri della cosiddetta classe media sono precipitati nell’indigenza in pochi mesi.

Di fronte a tali tragedie personali, a nulla vale l’annuncio del G20 di 1.000 miliardi di dollari stanziati per arginare la crisi globale. Molto meglio sarebbe un concreto aiuto alle famiglie, con una politica di microcredito diffuso. Ma è ovvio che agli occhi dei potenti del mondo il destino di una colosso bancario è più importante di quello dei singoli.

Ma allora, mi chiedo (e non sono il solo) da mesi e mesi, perché non salvare anche Lehman Brothers, il cui crac è all’origine, almeno cronologicamente, dell’attuale spirale recessiva? Misteri della “provvidenza finanziaria” …

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