Se il mondo fosse un luogo normale Obama stravincerebbe

Scritto da: il 02.11.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Ho appena finito di sentir parlare il candidato democratico alla Casa Bianca Barack Obama ad una tv statunitense. Ha una voce semplicemente stupenda, un’arte oratoria unica, una logica ed una semplicità introvabili nella politica occidentale di oggi. E, soprattutto, dice cose sensatamente rivoluzionarie per gli Usa e, conseguentemente, per il mondo intero.

Rimango sempre molto perplesso sulle sue, a mio avviso, non eccelse conoscenze di politica internazionale e, conseguentemente, sulla sua capacità di gestire grosse crisi globali, ma di sicuro l’uomo è affascinantissimo e assai preparato ad ampio spettro, soprattutto in economia.

Insomma, se questo fosse un mondo normale, se realmente le democrazie occidentali fossero democrazie, Obama fra due giorni dovrebbe stravincere la presidential race e sbaragliare McCain.

Ma poi cambio canale, faccio un po’ di zapping e vedo quel che è realmente l’America oggi, quel che realmente è l’Occidente oggi. Un luogo bestiale dove i redneck di cui Sarah Palin è orgogliosa portavoce si diffondono come un virus. Ovunque. Anche e soprattutto grazie alla colpevole tolleranza dei liberal occidentali, che invece di ipotizzare una mano statale ultrapesante per risolvere il vero problema di Usa ed Europa (l’intreccio ammorbante di criminalità diffusa e comportamenti antisociali sempre più virulenti) ancora minano la sicurezza di tutti con quel giustificazionismo sociologico che ormai è dannoso tanto quanto il crimine stesso.

Ma in questi mondo alla rovescia i redneck votano. E i redneck sono assai più dei liberal che li tollerano. Quindi un evento semplicissimo e nell’ordine delle cose assolutamente possibili (nonché auspicali) come la vittoria di Obama rischia semplicemente di non verificarsi. Perché in quest’Occidente alla marcescenza un membro del Ku Klux Klan non solo è libero di dire la sua senza finire in galera, ma vota. Ed il suo voto ha lo stesso peso di quello di un critico letterario o di uno scienziato.

Liberal di tutto il mondo, vi meritate McCain e la Palin …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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