Se sparisce Auyuittung, la “terra che non scioglie mai”

Scritto da: il 02.09.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Lo scioglimento dei Passaggi a Nord Ovest ed a Nord Est è soltanto l’ultimo dei segnali di quella che si può a ragione definire una crisi globale dell’ecosistema dell’Artico. Gli scienziati del National Snow and Ice Data Center (Nsidc), istituto americano proprio specializzato in questo tipo di ricerche, hanno diffuso uno studio in base al quale risulta che l’estensione complessiva del ghiaccio al Polo Nord è assai vicina a ritoccare ulteriormente il primato negativo del 2007 di 4.14 milioni di chilometri quadrati. Ossia più di un milione di metri cubi in meno rispetto all’estate del 2005. Insomma, in appena due anni, i ghiacciai dell’Artico si sono sciolti per una estensione pari a quattro volte l’Italia.

Alcuni esempi pratici di quel che sta accadendo nell’area? Circa un mese fa dei turisti sono stati allontanati in fretta e furia dal Parco Nazionale Auyuittung, nell’Isola di Baffin, la grande isola del Nunavut canadese, ad Ovest della Groenlandia. Il ghiaccio si stava sciogliendo troppo velocemente, mettendo a repentaglio la sicurezza. Ironia della sorte, Auyuittung, in inuit, significa proprio terra che non scioglie mai. E proprio vero che non bisogna mai dire mai … E che dire dei nove orsi polari costretti a nuotare perché rimasti senza un solida base su cui poggiare (e vivere) dopo l’immane crollo nel ghiacciaio Petermann, in Groenlandia? Per inciso, in una zona che non sembrava patire particolarmente gli effetti del riscaldamento globale.

In ogni caso, quel che davvero stupisce i geologi ed i climatologi è la contemporanea apertura del Passaggio a Nord Ovest, tutt’intorno al Canada, e del Passaggio a Nord Est, sul versante della Russia. Pare, ma qui i pareri non sono concordi, che non accadesse da circa 125mila anni. Dall’inizio dell’ultima era glaciale erano tutti e due bloccati, ma qualche testimonianza medievale discorde la si può trovare. Comunque, nel 2005 si era aperto soltanto il Passaggio a Nord Est e nell’estate del 2006 solo quello a Nord Ovest.

La riapertura estiva dei passaggi al Polo Nord dovrebbe comunque divenire una costante di cui non stupirsi più di tanto nel prossimo futuro, come evidenziato da Mark Serreze, appunto dell’Nsidc. Intanto, le compagnie marittine già valutano le nuove rotte e calcolano i risparmi enormi di tempo e denaro. Il primo ministro canadese Stephen Harper ha già dichiarato che il Passaggio a Nord Ovest si trova sotto la giurisdizione di Ottawa, facendo un po’ arrabbiare Washington, che lo considera acque internazionali.

Ma le contese sulle rotte (perché poi vi sono quelle ben più importanti sulla proprietà dei giacimenti sottomarini di petrolio, con la Danimarca e la Russia che a breve si “scanneranno” in sede diplomatica … E speriamo solo in sede diplomatica, visto che l’avventurismo recentemente palesato da Putin non fa ben sperare per nessuna pacifica risoluzione delle vertenze con la Russia …) sono comunque destinate a vita breve, in quanto prima o poi, pare proprio entro il 2030, si potrà navigare addirittura attraverso il Polo Nord, che sarà entro quella data del tutto sgombro dai ghiacci.

Si sapeva che sarebbe successo, ma fino a qualche anno fa si supponeva non prima del 2070. Ora c’è addirittura chi, come Wieslaw Maslowski della Naval Postgraduate School di Monterey, in California, parla del 2013 come data plausibile per la completa navigazione del Polo Nord almeno dalla metà luglio alla metà di settembre.

Che cos’è accaduto? Che cosa ha accelerato di così tanto i tempi? Semplice, una immensa perdita di massa ghiacciata nel 2007 che ha fatto scendere le masse solide ad un livello che ci si aspettava intorno al 2050. Perché quando i ghiacci si sciolgono, il mare assorbe progressivamente più calore, il che contribuisce a riscaldare l’oceano ed a sciogliere ulteriore ghiacchio, in una spirale che condurrà alla progressiva scomparsa della calotta. Nell’ultimo anno quindi, tutte le stime e le previsioni sono saltate, obbligando gli esperti a riformularle radicalmente.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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