Secondo dibattito: l’economia spinge Obama

Scritto da: il 08.10.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Secondo i primi sondaggi, gli spettatori statunitensi avrebbero incoronato Barack Obama vincitore del secondo dibattito, da poco conclusosi, fra i due principali sfidanti per la Casa Bianca. Obama è già in vantaggio nei sondaggi, ma francamente continuo a non credere nella possibilità di una sua vittoria finale. A meno che la crisi finanziaria non si trascini con l’attuale intensità per un altro mese ancora.

McCain, è noto, è meno ferrato in economia. Per non parlare della sua vice, Sarah Heath Palin. Ma siccome un mese in America è un tempo assai lungo (ben più lungo che da noi) si può tranquillamente affermare come ancora nulla vi sia di certo. In ogni caso, non è da sottovalutare l’annuncio ad effetto di McCain su Warren Buffett, il guru di Omaha, quale suo eventuale segretario al Tesoro. Buffett è uno dei più grandi conoscitori, se non il più grande in assoluto, dell’odiena finanza globale e nessuno meglio di lui potrebbe gestire la crisi corrente.

Per ora, quindi, Obama è avanti nei sondaggi e la situazione complessiva è certamente a suo favore. Ma da qui al 4 novembre tutto può cambiare. Diciamo che per il momento il candidato democratico alla presidenza sta accumulando un certo vantaggio. Tutto qui. Fossi in McCain non mi preoccuperei più di tanto.

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