Sei uno squallido conformista? Ora c’è una spiegazione neurologica …

Scritto da: il 22.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

La tendenza di molti individui a seguire un gruppo di riferimento pare avere una precisa localizzazione nell’attività cerebrale. È il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Neuron, con una rivoluzionaria novità su come i comportamenti di tutti noi siano pesantemente influenzati dalla presenza di chi ci sta attorno.

Da un punto di vista socio-psicologico è già stata ampliamente dimostrata la grande attrattiva che le opinioni del gruppo esercitano sui giudizi personali di ognuno e certo non vi sono dubbi sulla nostra attenzione al giudizio degli altri. Ora l’autore dello studio, Vasily Klucharev, dell’olandese “F.C. Donders” Center for Cognitive Neuroimaging, avanza basi biologiche alla voglia di uniformarsi.

«Spesso gli individui cambiano decisione o giudizio per conformarsi al comportamento di un gruppo normativo – spiega Klucharev – ma comunque i meccanismi neuronali del conformismo sociale rimangono poco chiari».

Klucharev e gli altri ricercatori che hanno partecipato allo studio ipotizzano che il conformismo possa essere basato su di una sorta di “apprendimento per rinforzo” e che il conflitto con l’opinione dominante nel gruppo di appartenenza possa scatenare nel cervello dell’individuo un segnale di “previsione di errore”.

Questo meccanismo, identificato per la prima volta appunto nei modelli dell’apprendimento tramite rinforzo, è definito come la differenza tra i risultati attesi e quelli realmente ottenuti ed è ritenuto un segnale della necessità di mutazione dei propri comportamenti pubblici.

La ricerca ha riscontrato che un netto conflitto con l’opinione del gruppo scatena in noi un aumento della probabilità che si riconsiderino le proprie scelte in senso conformistico e che lo stesso conflitto provochi una risposta neuronale.

«Questo studio spiega perché spesso riallineiamo automaticamente le nostre opinioni con quelle della maggioranza - ha concluso Klucharev – ed i nostri risultati mostrano anche come il conformismo sociale sia basato su meccanismi che sono in accordo con l’apprendimento per rinforzo e che questo meccanismo è collegato all’attività neuronale di “monitoraggio degli errori” che segnala ciò che rappresenta probabilmente l’errore sociale fondamentale: l’essere troppo differenti dagli altri».

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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