Serve a poco la mano dura di Putin nel Caucaso, ennesima strage islamista a Mosca

Scritto da: il 29.03.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

A Mosca, una doppia esplosione stamattina nella centralissima stazione metropolitana della Lubianka, ad un passo dalla sede dei servizi segreti russi, ha provocato almeno 30 vittime, anche se il bilancio finale potrebbe essere di centinaia. Fortissimi i sospetti sugli islamisti caucasici.

La mano dura di Vladmir Putin, dettata dallo scarso realismo di un leader convinto di poter risolvere tutto con la potenza militare, negli anni non ha affatto fermato il terrorismo islamista-separatista ceceno, tutt’altro.

Il premier, così duro con i “dissidenti” russi che si oppongono alle sue politiche, non ha trovato il modo di piegare i ceceni, che da fenomeno separatista e basta durante gli anni di potere dell’ex agente del Kgb hanno saldato i propri interessi con quelli dell’islamismo radicale stile al-Qaeda. Non c’è che dire, davvero un esito fallimentare quello della politica caucasica putiniana.

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