Secondo i dati presentati dal Centro di Ricerca sul Clima Artico dell’Università dell’Illinois i ghiacci del Polo Nord sarebbero tornati questo inverno ai livelli del 1979.
Dopo l’allarme scioglimento degli anni e, segnatamente, dei mesi scorsi, quindi, le superfici ghiacciate pare siano aumentate abbastanza rapidamente.
Si sa come nei primi mesi del 2008 la superficie ghiacciata avesse subito una drastica riduzione, tale da far ipotizzare entro dicembre la scomparsa totale dei ghiacci artici. Ma da settembre in avanti il ghiaccio si è riformato velocemente, riportando di fatto i suoi livelli a quelli di circa una trentina di anni fa, quando nessuno si sognava di predire lo scioglimento del Polo.
Quel che accade, sotto gli “occhi” dei satelliti geostazionari che controllano l’area, è che ogni anno milioni di chilometri quadrati di banchisa polare si sciolgono in estate per poi riformarsi in inverno. Questo, ciclicamente, succede da millenni e millenni (anche se è vero che gli scioglimenti estivi sono sempre più vasti), solo che quest’anno gli esperti non pensavano ad una espansione così rapida dei ghiacciai stagionali.
Probabilmente, a causare il veloce raffreddamento avrebbe contribuito il calo dei venti artici, che ha reso più agevole la formazione di ghiaccio, non spazzando via gli strati superficiali di neve.