Sicilia, il futuro è nel destracentro?

Scritto da: il 16.06.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Pomeriggio intenso e ricco di spunti, proposte e novità come non si vedeva da tempo quello di ieri per la politica siciliana. Proverò a farne una cronaca, fermo restando che su Twitter e Facebook ho “postato” le news in tempo reale, man mano che venivano fuori. La notizia più importante è certo l’endorsement di Adolfo Urso a Nello Musumeci. Il leader di Fareitalia ha infatti proposto la candidatura di Musumeci, vicesegretario nazionale de La Destra e indimenticato coprotagonista della cosiddetta Primavera di Catania, alla presidenza della Regione Sicilia. L’occasione è stato il meeting “Dal territorio una nuova alleanza per la Sicilia”, evento di presentazione da parte di Fareitalia di Alleanzasicilia, al Palazzo della Cultura di Catania, con il sindaco di Ragusa, Nello Di Pasquale (che ha lanciato la sua nuova sigla, Territorio), il presidente della Provincia di Enna, Giuseppe Monaco, il coordinatore regionale di Fareitalia, Giuseppe Scalia, quello provinciale etneo, Fabio Fatuzzo, e – ovviamente – lo stesso Musumeci.

Ragionando sulle prossime elezioni regionali di fine ottobre, Urso ha parlato di «un nuovo rassemblement civico che promuova un governo di emergenza con un programma di riforme radicali che faccia risorgere la Sicilia dal baratro in cui è precipitata. Nello Musumeci può essere un candidato capace di interpretare l’esigenza di buon governo e di cambiamento: buoni amministratori e società civile, buona politica e impresa. Devono scendere in campo le energie migliori a prescindere dagli schieramenti».

Ben consapevole di come le sigle partitiche degli ultimi anni siano del tutto usurate, Urso ha puntato l’attenzione sull’opportunità di costituire una lista civica «aperta a tutti, anche se non sarà una scialuppa di salvataggio. Non candideremo nessuno dei deputati uscenti e ovviamente nessun indagato. Liste pulite fatte di giovani, donne e uomini liberi e forti».

Dal canto suo, Nello Musumeci sulla proprosta di Urso ha semplicemente replicato che «se un simile progetto dovesse trovare le convergenze giuste per dare vita ad un vero cambiamento in Sicilia, dire di no sarebbe da disertori». Come dire che valuterà se vi siano realistiche condizioni per rivoluzionare l’Isola da Palazzo d’Orléans – facendo ripartire lo sviluppo e creando vera occupazione – o meno.

Nel frattempo, a Palermo si svolgeva la direzione regionale del Popolo della Libertà ed anche in questa sede le novità non sono mancate. Primarie di coalizione per la scelta del candidato alla presidenza della Regione e alleanza con i moderati, guardando verso il Nuovo Polo per la Sicilia (cartello fra Mpa, Mps, Fli e Api). Queste sono state le linee guida per il futuro del centrodestra siciliano illustrate dal coordinatore regionale del Pdl, Giuseppe Castiglione. Ovviamente, stupisce non poco l’apertura di Castiglione ad un rassemblement che include anche il Movimento per le Autonomie dell’arcinemico Raffaele Lombardo, ma nei prossimi giorni sarà certamente possibile capire qualcosa in più della nuova strategia della formazione berlusconiana.

Sempre a Palermo,  il Nuovo Polo all’Assemblea Regionale Siciliana ha assunto la precisa fisionomia di una federazione di gruppi parlamentari. Quattro partiti (Mpa, Fli di Fini, Api di Rutelli e Movimento Popolare Siciliano) che sommati “pesano” 24 deputati (come nell’Isola vengono chiamati i consiglieri regionali). Una sorta di gruppo ultrà pro Raffaele Lombardo, a difesa del governatore inquisito per concorso esterno in associazione mafiosa, ma nato anche per pilotare il suo annunciato disimpegno dalla politica, almeno nella veste di candidato.

In tutto questo, è giusto evidenziare un aspetto: Raffaele Stancanelli, sindaco di Catania, al momento sembra proprio fare un figurone come stratega politico. Negli anni, con lo scontro fra Mpa e Pdl al calor bianco, ha tenuto duro al Comune sull’alleanza con l’Mpa ed ora Giuseppe Castiglione, con la sua apertura al Nuovo Polo, sostanzialmente gli dà ragione. Quanto poi alla candidatura di Nello Musumeci a presidente della Regione, Stancanelli l’aveva avanzata (ben poco ascoltato, ad onor del vero) una quindicina di giorni fa. Chiaro il desiderio di vedere “allocato” altrove un pericolosissimo competitor per la poltrona di Palazzo degli Elefanti, ma intanto oggi può sorridere scandendo il più classico degli “lo avevo detto io” …

Più in generale, dall’apertura di Giuseppe Castiglione al Nuovo Polo è possibile evincere come il Pdl stia valutando di affrontare le regionali d’autunno considerando il peggiore degli scenari possibili. I sondaggi lo danno in caduta libera, sia a livello nazionale, che siciliano. Mentre danno in fortissima ascesa il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo (anche se non in Sicilia) e l’Italia dei Valori (in questo caso anche in Sicilia) ed in crescita la sinistra comunista di Sel e della FdS (Rifondazione Comunista più Comunisti Italiani). Serve quindi uno sforzo ecumenico considerevole per ricompattare le varie anime del centrodestra isolano ed affrontare delle elezioni che sono senza dubbio le più difficili dell’era berlusconiana.

Altra considerazione: se il centrodestra alle regionali dovesse andare con più candidati, rischierebbe di regalare Palazzo d’Orléans alle sinistre. Che però, dal canto loro, al momento non brillano per unità, con le “fughe in avanti” di Claudio Fava e Rosario Crocetta. Atteso che il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, non ha nessuna intenzione di candidarsi, per il centrodestra siciliano l’unica scelta credibile è quella di Nello Musumeci. Certo, questo implica la sua trasformazione in destracentro, boccone amaro per la vasta palude moderata. Ma la figura dell’ex presidente della Provincia etnea è probabilmente l’unica (o quasi) in grado oggi di aggregare un’area politica che un tempo si riteneva invincibile e che al momento deve fare i conti assai attentamente per non dover vedere sigle eccellenti fuori dall’Ars.

Nello Musumeci

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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