Sicilia, il giocattolo si è rotto?

Scritto da: il 31.05.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Quello che da lunedì mattina, ossia dall’azzeramento della giunta regionale operato dal presidente Lombardo, sta accadendo in Sicilia è davvero singolare. Di scontri duri nel centrodestra siciliano ve ne sono stati, ma questo in corso è davvero di violenza considerevole. Se qualche giorno fa ho scritto della mossa di Lombardo come di una esplosione atomica, c’è già chi mi ha superato, parlando di guerra termonucleare. La domanda da porsi, però, è una: davvero il giocattolo si è rotto?

Mi spiego meglio. Davvero la possente costruzione di potere che il centrodestra siciliano ha messo su nei decenni, soprattutto dal 1994 in avanti, ossia dalla prima opera di ricostruzione post tsunami Tangentopoli, è a rischio di spaccarsi?

Possibile che chi, scomponendo e ricomponendo scenari ed alleanze, ha comunque sempre scelto di rimanere in qualche modo insieme (almeno da un punto di vista strettamente elettorale) per perpetuare il potere quasi assoluto che il centrodestra ha in Sicilia, abbia deciso di andare allo scontro finale?

Davvero i protagonisti di un sistema che nel bene e nel male ha garantito loro la marginalizzazione del centrosinistra e risultati elettorali strabilianti vogliono una guerra totale che certamente ne minerebbe il potere complessivo nell’Isola?

Forse sì. Perché ormai è chiarissimo come in realtà il “nemico” interno sia più inviso dell’avversario esterno.

Insomma, l’alba dell’8 giugno, a risultati europei aquisiti, sarà anche l’alba di una nuova Sicilia, con inediti equilibri.

Lunedì, anzi, domenica notte, si saprà se la scommessa di Raffaele Lombardo sarà risultata vincente. E dal giorno dopo comincerà la resa dei conti con il blocco contrapposto.

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