Sicilia: per le regionali è tutti contro tutti, ma dal caos lentamente emerge un accenno di cosmos

Scritto da: il 20.08.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Mentre ancora la Regione tarda a indire i comizi elettorali, il risiko delle alleanze e delle candidature in Sicilia è in pieno svolgimento. Nel centrosinistra la divisione impera, con almeno 3 candidati certi (Rosario Crocetta, sostenuto dal Pd filo Lombardo, Claudio Fava, di Sel, ed il grillino Giancarlo Cancelleri, del Movimento 5 Stelle) ed un altro probabile (di Idv e Fds). Ma è la lotta interna al centrodestra il vero fulcro della politica isolana di queste settimane, perché dallo scontro in corso potrebbe uscire il futuro inquilino di Palazzo d’Orléans, atteso che la frammentazione è per la sinistra un handicap al momento troppo grande per poter parlare di sue possibilità di vittoria.

Posto, infatti, che il presidente della Regione sarà eletto con grossomodo il 30% dei consensi, è ovvio che il polo che andrà alle urne meno diviso avrà assai più chance di portare a casa il risultato. Perché con un sistema elettorale che non prevede ballottaggio, il cartello più coeso ha sicuramente maggiori opportunità di successo. In quest’ottica, è chiaro che le possibilità di vittoria di Crocetta, candidato di un’area eccessivamente frammentata, dipendono dalla speculare frammentazione del centrodestra. Se questo arriverà alla presentazione delle liste spaccato, l’ex sindaco di Gela potrà ritenersi con la vittoria in tasca. Ma se il centrodestra dovesse ricompattarsi, ben difficilmente l’europarlamentare democratico potrebbe spuntarla.

La partita fondamentale, quindi, la si gioca in campo conservatore. Proviamo allora a capire come stanno andando le trattative, soprattutto quelle che ruotano attorno a Gianfranco Micciché. Da oltre un mese l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha rotto gli indugi, buttando sulla bilancia il peso della sua candidatura. Di fronte al niet forte del Pdl, però, Micciché sembrerebbe tentato di attivare il cosiddetto piano B, appoggiando o Nello Musumeci o Stefania Prestigiacomo, due nomi assolutamente autorevoli sui quali i coordinatori regionali del movimento berlusconiano potrebbero trovare un’intesa.

Ma se l’accordo con il Pdl dovesse rivelarsi impossibile, Micciché potrebbe anche giocare la carta di un rassemblement inedito dalle chance non bagatellizzabili. Di certo si sa che Micciché e Giovanni Pistorio, senatore Mpa (entità in transizione verso il Partito dei Siciliani) fedelissimo di Raffaele Lombardo, dialogano strettamente. Lo stesso accade fra Micciché e Nello Musumeci, legati da reciproca stima. Attorno ad un nucleo formato da Grande Sud-Mpa/Pds-La Destra si aggregerebbe di certo anche il Pid di Saverio Romano e la parte di (ex?) Pdl vicina all’ibleo Innocenzo Leontini, felice di abbandonare l’idea di un suo (del tutto improbabile) impegno diretto. Ottimo candidato di un simile cartello potrebbe essere proprio Nello Musumeci, amministratore di provate capacità. A questo punto il Pdl potrebbe accodarsi da buon ultimo o tentare la sorte con una candidatura solitaria di Francesco Cascio. Che sicuramente avrebbe più opportunità delle ipotesi Lagalla-Recca, perdente ab initio per assoluta mancanza di appeal elettorale da parte dei due rettori.

In questo caos, saranno servite le parole di qualche giorno fa di Stefania Prestigiacomo? L’ex ministro dell’Ambiente ha evidenziato che «per la Regione ci vuole un governo politico. Ed il centrodestra deve ritrovare l’unità intorno ad una candidatura di prestigio, con personalità che in questi anni hanno dimostrato il loro valore e le loro capacità». La Prestigiacomo ha posto l’accento su di un aspetto fondamentale, ormai quasi dimenticato: la necessità di riaffermare il primato della politica dopo una lunga parentesi (pseudo)tecnica devastante per l’Isola. Insomma, che sia Micciché, che sia Crocetta, che sia Musumeci o la Prestigiacomo, il prossimo presidente della Regione dovrà tentare di tutto per dare soluzioni politiche condivise agli enormi problemi dei siciliani. Archiviando più in fretta possibile lo stile sommamente inconcludente della giunta Lombardo.

Nello Musumeci

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple