Sicilia, presagi 2011

Scritto da: il 10.01.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

In Sicilia più che di analisi previsionali è bene parlare di presagi. Magari frutto (anche) di rumor(s) e boato(s) vari ed eventuali. Oltre che di ragionamenti, per carità. Fondati su solidi argomenti o, talvolta, su senzazioni, impressioni, emozioni, vibrazioni.
Quel che pare potersi affermare senza tema di smentita è che questo 2011 appena giunto sarà per l’Isola un anno di grandi scelte e profondi mutamenti. Di sicuro, infatti, molti nodi – politici e giudiziari – verranno al pettine, sconvolgendo in profondità consolidati assetti di potere.

Finora alcune inchieste della procura di Catania, quella sui servizi sociali e quella sui rapporti fra mafia e politica (denominata Iblis) hanno rappresentato lungo il 2010 terremoti di media entità per la città del Vulcano. Quello che si attende quest’anno da altre 2-3 inchieste è invece lo tsunami definitivo. Vedremo …

Molto probabilmente, poi, il 2011 sarà un’ordalia elettorale. Perché pare francamente assai difficile che Silvio Berlusconi a livello centrale e Raffaele Lombardo a livello  periferico/palermitano riescano a resistere ancora a lungo al governo del Paese e della Regione. Ed il crollo, per qualsivoglia motivo, di anche solo uno dei due comporterà inevitabilmente elezioni anticipate anche per numerose amministrazioni locali siciliane, Comuni e Province, in primis per Catania, ormai “capitale” politica oltre che economica dell’Isola.

Da ultimo, molti sono i segnali che fanno immaginare come nel 2011 potrebbe (ma nell’incadescente clima generale non è detto debba per forza accadere) giungere allo scontro finale la disfida fra due noti esponenti di radicate categorie produttive siciliane. Poteri diversi, basi di consenso diverse, stesso grosso appeal mediatico, attriti sempre più forti. Potrebbe essere vicino il “mezzogiorno di fuoco”, ma di fronte ad uno scenario generale di “decostruzione in volo” della Sicilia politica i due contendenti potrebbero invece decidere di accantonare le divergenze, “distratti” da questioni oggettivamente  assai più gravi rispetto ai reciproci disaccordi.

Le nove province della Sicilia

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