Sondaggi, Grillo al 12% (quasi 4 milioni di potenziali elettori)

Scritto da: il 18.05.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Più di 7 italiani su 10 oggi si sentono poco o per niente rappresentati dal partito che hanno votato alle elezioni politiche del 2008. E la crescente insofferenza verso i partiti politici che hanno (s)governato il Paese negli ultimi anni sta avendo come corollario la notevole crescita del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che – secondo il Barometro Politico dell’Istituto Demopolis – passa dal 2.4% del giugno 2010 al 7.8% dell’aprile scorso, per attestarsi oggi al 12%.

«È l’effetto, anche emulativo, della risonanza mediatica che ha seguito il recente successo alle amministrative – afferma il direttore dell’Istituto di ricerche Pietro Vento – di fronte all’assenza di concreti e percepibili segnali di rinnovamento da parte dei partiti tradizionali, il movimento di Grillo diviene oggi, virtualmente, la terza forza politica nel Paese, con un bacino potenziale che tocca il 20%: un italiano su cinque prenderebbe in considerazione l’ipotesi di un voto al movimento del comico genovese. Il 43% di chi voterebbe oggi il Movimento 5 Stelle attribuisce la propria scelta all’esigenza di contribuire ad un radicale cambiamento della classe politica; il 28% perché non si sente più rappresentato da alcun altro partito, il 19% per dire “basta” alla politica economica dell’Unione Europea e del Governo Monti».

Significative sono però le differenze nella penetrazione territoriale dei “grillini” registrate da Demopolis. Il movimento appare infatti in ulteriore crescita al Nord, dove raggiunge il 16%, e nelle regioni del Centro, mentre si posiziona intorno al 6% al Sud e nelle Isole. Segno di come ancora nel Meridione d’Italia il voto sia legato a dinamiche clientelari difficili da modificare.

Cinque Stelle sembrerebbe avere il suo bacino più forte nell’elettorato sotto i 50 anni, ottenendo consensi superiori alla media tra i laureati e soprattutto tra i navigatori abituali della Rete (21%). 1 su 5, se ci recasse ora alle urne per il rinnovo del Parlamento, sceglierebbe Grillo. Per inciso, gli elettori grillini, assai critici verso il sistema, rivelano un grado di attenzione verso la politica nettamente superiore al dato medio nazionale. E ciò sconfessa abbastanza la tesi di chi legge il movimento alla stregua di un fenomeno meramente qualunquista.

 L’Istituto Demopolis ha analizzato infine la provenienza del consenso per i grillini in base al voto espresso alle politiche del 2008. Su quasi 4 milioni di elettori stimati oggi per il Movimento 5 Stelle, circa 1/5 proviene dall’area del non voto. 24 su 100 avevano votato per il Pd nel 2008, 22 per il Pdl: in buona parte elettori delusi, indifferentemente di centrodestra e di centrosinistra. Ma Grillo inizia a sottrarre consensi anche all’Idv di Antonio Di Pietro e risulta financo avvantaggiato dalla crisi della Lega Nord, con il 18% delle simpatie sottratto proprio al partito di Bossi e Maroni.

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