Nonostante gli scandali che hanno coinvolto il premier Silvio Berlusconi nelle ultime settimane, non accenna a diminuire la sua simpatia presso gli italiani. Gli ultimi sondaggi lo dimostrano ampliamente, visto che il Pdl, a livello nazionale, viaggia attorno al 40% delle intenzioni di voto. La Lega Nord si attesta invece al 9% circa mentre l’Idv di Antonio Di Pietro oscilla fra 8 ed il 9%. Per quanto riguarda il Pd, i sondaggi lo danno al 25-27%, ma francamente a me un simile dato sembra più che ottimista.
In Sicilia il quadro è ovviamente assai diverso. Il successo del Pdl nell’Isola si trasforma in (presunta) valanga, con oltre il 50% delle simpatie, che per alcuni esperti potrebbero addirittura sforare il 55%. Fantascienza? Può darsi, ma di sicuro lo zoccolo duro berlusconiano in Sicilia è solidissimo.
Il Pd nell’Isola è dato fra il 15 ed il 21%, ma anche qui l’indicazione mi sembra assai generosa. Vero è che alcuni candidati sono uomini dell’apparato sindacale, ma il comun sentire dice che del Pd dopo le europee in Sicilia rimarranno solo le briciole.
Un sondaggio della Demopolis pubblicato dal quotidiano La Sicilia dà poi l’Idv di Di Pietro al 5% regionale, la Lista comunista e anticapitalista (Rifondazione e Pdci) all’1.5% e Sinistra e Libertà all’1.7%. Plausibili per il conservatorismo spinto dell’Isola i dati sulle liste di estrema sinistra, ma francamente la previsione su Di Pietro mi sembra irrealistica. Anche in Sicilia, infatti, vi sono margini per ritenere la formazione di Di Pietro in nettissima ascesa, ben oltre il 5%.
L’Udc regionale è poi dato all’8-12%, dato ragionevole, mentre assai vago è il risultato delle indagini demoscopiche sulla Lista La Destra-Mpa-Alleanza di Centro-Pensionati, che va dal 9 al 18%. Anche in questo caso il comun sentire fornisce numeri assai più alti, oltre il 20%.
In ultimo un “non pervenuto” per il dato della Lista Bonino-Pannella, che in Sicilia, a leggere l’analisi di Demopolis, di fatto quasi non esiste.
