Sondaggio Demopolis, crescono incerti e sinistra

Scritto da: il 01.03.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Assai incerto l’umore politico degli italiani e il conseguente quadro delle loro intenzioni di voto dopo oltre 100 giorni dal varo dell’esecutivo guidato da Mario Monti. Secondo il Barometro Politico dell’Istituto Demopolis, infatti, ben il 60% degli elettori non si sentirebbe più rappresentato dal partito votato alle ultime consultazioni politiche, senza sostanziali differenze tra gli opposti schieramenti.

«La disaffezione dell’opinione pubblica – ha affermato il direttore di Demopolis, Pietro Vento – risulta ulteriormente cresciuta nelle ultime settimane: si avverte un diffuso disincanto che sta erodendo il residuo consenso nei confronti dei partiti, il cui peso effettivo, agli occhi dei cittadini, appare oggi decisamente ridimensionato dal Governo dei Professori. In vista delle elezioni del 2013, gli italiani sollecitano maggiore trasparenza nei bilanci dei partiti e tagli concreti dei costi della politica, ma anche una nuova legge elettorale, che restituisca loro la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento».

Se ci si recasse oggi alle urne per il rinnovo del Parlamento, più di un italiano su 4 resterebbe a casa e il 23% non saprebbe per chi votare. A risultare maggiormente penalizzati, secondo la fotografia fatta da Demopolis, sono le due forze principali. Il Partito Democratico, pur restando primo partito del Paese con il 27%, perderebbe circa 2 punti in cento giorni, mentre il Popolo della Libertà passerebbe dal 24% al 21%, il valore più basso della sua storia.

«Pesano in modo consistente – ha spiegato Vento – gli indecisi, i delusi, i potenziali astensionisti: un’area di grande appeal per i nuovi scenari che, in questi primi mesi di governo Monti, sembrano ridisegnarsi in Italia in vista delle Politiche del 2013».

Secondo l’indagine dell’istituto, restano stabili l’Udc (8%) e l’area di centro (con Fli al 3.9%, Api all’1% ed Mpa all’1.1%), mentre si rafforzano nel complesso i partiti a sinistra, critici verso alcune scelte dell’esecutivo: l’IdV otterrebbe il 9%, Sel di Vendola il 7.8% e il 2,2% andrebbe alla Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani). Anche la Lega Nord trarrebbe beneficio dal ruolo di opposizione, portandosi al 10.2%. Continua poi la crescita del Movimento 5 Stelle di Grillo, ormai al 4.5%.

Infine, Grande Sud di Gianfranco Micciché (tentativo di movimento federalista meridionale) sarebbe stabile all’1.4%, così come La Destra di Francesco Storace e Nello Musumeci con l’1.3%.

Dati alla mano, appare evidente come l’area comunista insieme raggiungerebbe il 10%, risultato che, sommato a quello di Idv e grillini, darebbe un 23.5% complessivo per le forze di sinistra (considerando tale l’Idv, il che in effetti è una forzatura dovuta alla necessità di semplificazione) davvero impossibile da ignorare. L’ala di destra del Pd è avvisata …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple