Stancanelli: delicatezza vo cercando

Scritto da: il 09.07.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Su La Sicilia di oggi, il quotidiano di Catania, si può leggere (a p. 38 del dorso etneo) una interessante intervista, firmata da Giuseppe Bonaccorsi, al sindaco della città, Raffaele Stancanelli, senatore Pdl. «Non so se è delicato o meno, col sindaco in carica, pensare già alle candidature» afferma il primo cittadino. Verrebbe da parafrasare “delicatezza vo cercando”

Certo, dal (più che legittimo, per carità) punto di vista di monsignor della Casa, Raffaele Stancanelli ha pienamente ragione. Parlare di candidati sindaci di centrodestra quando quello in carica è pure lui di centrodestra ed ancora potrebbe correre per un ulteriore mandato non è troppo di classe. Ma se la rivoluzione non è un pranzo di gala, come diceva Mao, nemmeno lo scontro per la principale poltrona di una città è un cocktail party, quindi … In ogni caso, ciò su cui il sindaco-senatore dovrebbe ragionare è che il vero dato politico della vicenda è appunto che nessuno nel centrodestra siciliano ritiene nemmeno alla lontana possibile una sua riconferma.

Per carità, accadde anche con Umberto Scapagnini qualche mese prima che scadesse il suo primo mandato. Fra ottobre e dicembre 2004 nessuno dentro il Polo delle Libertà avrebbe dato un penny per la rielezione del farmacologo a Palazzo degli Elefanti. Eppure Scapagnini riuscì a battere lo scetticismo degli alleati, venne ricandidato e, pur con qualche ombra, vinse. Bene, è accaduto, vero. Il che, ragionamento cabalistico (o statistico) vuole, rende molto improbabile che possa riaccadere. Inoltre, la personalità dei due politici è incomparabile, sia chiaro. E le condizioni del maggio 2005 (con l’intervento di Berlusconi quale “kingmaker” e la forte ascesa della stella autonomista lombardiana) irripetibili. Oggi il tocco di Berlusconi è ormai quello di un re Mida ad contrario. Ed anche la capacità di mobilitàzione di Raffaele Lombardo non è quella di 6 anni fa.

Certo, di una cosa bisogna dare atto a Stancanelli. Più o meno, con qualche aggiustamento di lieve entità, la coalizione che lo sostiene oggi al Comune di Catania è la stessa che lo ha eletto. Ma di certo questo non si può dire per la giunta regionale, i cui equilibri politici pesano più che quelli delle singole città dell’Isola. A Palermo la maggioranza attuale è radicalmente diversa da quella che nel 2008 ha eletto Lombardo alla presidenza delle Regione. «Sto lavorando perché questa maggioranza di centrodestra si ritrovi», afferma ancora Stancanelli sempre sulle colonne de La Sicilia. Sta lavorando perché la coalizione di centrodestra (Pdl-Mpa-Udc) si ricompatti? Ne prendiamo atto. Fermo restando che il Pdl in Sicilia ha ancora i suoi coordinatori regionali, Giuseppe Castiglione e Domenico Nania. Che, mi si consenta di garbatamente evidenziarlo, sono forse un po’ più titolati del sindaco di Catania a condurre simili trattative.

A questo punto vien però da pensare che sia vero il rumor, in giro da qualche mese, che dà Stancanelli in qualche modo interessato al ruolo di responsabile regionale del Popolo della Libertà. Ipotesi fantapolitica che però il sindaco-senatore oggi, con la sua precisa dichiarazione, in una certa maniera conferma. Ovvio che, nell’ottica di un riavvicinamento Pdl-Mpa, avere un amico più che quarantennale di Raffaele Lombardo come Stancanelli quale coordinatore regionale Pdl sarebbe una garanzia per tutti coloro i quali gradirebbero riabbracciare il leader autonomista. Lo stesso, claro, non si può dire per i tantissimi nel Pdl che una simile ipotesi la fuggono come il diavolo l’acqua santa.

Raffaele Stancanelli
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