Storace da Catania lancia l’idea di una Rifondazione della destra politica italiana

Scritto da: il 27.05.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Nell’analisi (a mio avviso corretta) di Francesco Storace (stamattina a Catania insieme a Nello Musumeci e Ruggero Razza per incontrare la stampa), Raffaele Lombardo, realisticamente, non potrà reggere ancora a lungo alla guida della presidenza della Regione Sicilia. Nel breve-medio periodo, quindi, non è da escludersi che l’Isola sia di nuovo chiamata alle urne. In vista di tale plausibile appuntamento, Storace ha lanciato una idea di un certo interesse: (ri)cominciare proprio dalla Sicilia il dialogo fra le varie componenti della destra politica italiana nel tentativo di (ri)proporre all’elettorato una formazione unitaria che possa avere un qualche peso elettorale.

Il ragionamento del segretario de La Destra non fa una grinza: scomparsa Alleanza Nazionale, fallito l’esperimento di Futuro e Libertà, tramontato l’astro di Gianfranco Fini, rimane uno spazio politico di grande importanza da occupare. Cosa che può essere fatta da un nuovo partito di destra, che ovviamente non sarebbe una sorta di Rifondazione missina, ma andrebbe oltre le esperienze fin qui storicamente maturate.

Con chi possono allora cominciare a dialogare Storace e Musumeci? Innanzitutto, è naturale, con i pezzi del Pdl e di Fli più vicini alla loro visione («pezzi della nostra storia» li ha definiti Storace). Allargando via via la proposta ai tanti movimenti della “diaspora” post Msi che nell’odierna frammentazione non contano nulla, ma che tutti insieme qualcosa ancora potrebbero pesare.

Insomma, nel quadro politico italiano di oggi un dato è certo, ha evidenziato con fermezza l’ex presidente della Regione Lazio: «mentre si ragiona sul dopo Berlusconi, è arrivato il dopo Fini». Il che significa che a destra ormai non vi è più una leadership riconosciuta. E non è affatto un bene per un Paese che aspira a divenire (prima o poi) una democrazia compiuta.

Nello Musumeci e Francesco Storace
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