Su Titano, un immenso lago di metano. E già si studia come andarlo a prendere

Scritto da: il 21.12.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

La Nasa ha annunciato ufficialmente la presenza di un vastissimo lago su Titano, il più grande dei satelliti di Saturno. La scoperta, che già da qualche anno era nell’aria, è stata fatta grazie alle osservazioni della sonda Cassini posizionata a 200 mila chilometri di distanza.
Il Kraken Mare, questo è il nome con il quale è stata battezzata la superficie liquida, con i suoi circa 400 mila chilometri quadrati è più grande del Mar Caspio, qui sulla Terra il più vasto lago esistente. Ma il particolare assolutamente rilevante è che il lago non è per nulla costituito da acqua, ma da qualcosa che sul nostro pianeta in natura esiste solo allo stato gassoso, il prezioso metano.

Pare invece che su Titano le condizioni atmosferiche e di pressione siano tali per cui sia il metano che altri idrocarburi da noi volatili si trovino invece allo stato liquido.

La scoperta, in realtà, non è propriamente targata Nasa. Sono stati infatti Katrin Stephan e Ralf Jaumann del Deutsches Zentrum für Luft und Raumfahrt (Dlr, l’Agenzia Spaziale Tedesca o German Aerospace Center in inglese) di Colonia a presentare a San Francisco, all’annuale conferenza dell’American Geophysical Union (Agu, Unione Geofisici Americani) i risultati di un loro accurato studio.

Del resto, un anno fa la Nasa aveva reso noto come la Cassini avesse già osservato un lago di etano sull’emisfero meridionale di Titano, nel suo Polo Sud. Anche in questo caso, la sostanza sulla Terra si trova allo stato gassoso.

Con 5.150 chilometri di diametro, Titano è il secondo satellite più grande del nostro sistema solare, la sola luna avvolta da una fitta atmosfera. Atmosfera che, essendo di azoto, presenta anche alcune similitudini con quella terrestre dei primordi.

I ricercatori tedeschi non hanno osservato direttamente il lago, sempre coperto, appunto, da nubi di azoto. Grazie ai dati elaborati dallo spettometro a raggi infrarossi,  però, hanno potuto notare un luccichio assai brillante proprio al Polo Nord di Titano, del tutto simile al riflesso della luce del Sole su di un lago terrestre.

Per quanto per ora si tratti di pura accademia, non è da escludersi che in un futuro nemmeno troppo remoto possano essere approntate delle missioni non umane per poter fruire di un simile ricchissimo giacimento di idrocarburi. Del resto, l’India è già in fase avanzata con un progetto che dovrebbe condurla entro non molto tempo a tentare di sfruttare i giacimenti minerari della Luna.
Titano è molto più distante, ma la sete di idrocarburi dell’umanità, lo sappiamo, è inestinguibile e autorizza anche ad ipotizzare scenari assolutamente avveniristici. Del resto, come ho più volte evidenziato, dopo secoli di scontri per il controllo dell’Asia Centrale o dei Balcani, oggi le nuove frontiere della geopolitica sono l’Artico e lo Spazio.

Su Titano, sotto una densa atmosfera che impedisce l'osservazione diretta, vi sono vasti laghi di idrocarburi

Su Titano, sotto una densa atmosfera che impedisce l'osservazione diretta, vi sono vasti laghi di idrocarburi

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