Sudan del Sud, sangue (annunciato) sull’indipendenza

Scritto da: il 10.01.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Ieri, giornata del referendum (dall’esito quasi scontato) per l’indipendenza del Sudan del Sud, circa dieci persone sono morte in scontri tra le tribù rivali dei Dinka e dei Misseriya, nell’area petrolifera di Abyei, zona aspramente contesa fra Nord e Sud a causa, appunto, dei ricchi giacimenti di idrocarburi.  I Dinka sono a favore dell’indipendenza di Juba (futura capitale), mentre i rivali Misseriya sono “unionisti” pro Khartoum.

Appare da subito evidente il grave rischio di “balcanizzazione” dell’area. Come appare evidente l’impossibile convivenza oggi fra un certo Islam ed i cristiani. E fors’anche fra popolazioni arabe e non arabe. Perché nel decennale scempio della gente del Sudan meridionale non occorre dimenticare un particolare: gli islamici sono arabi grossomodo bianchi ed i cristiani sono africani neri come la notte. Integralismo religioso e razzismo biologico nel Paese camminano insieme da molto. E l’indicazione stradale che seguono è “Sarajevo” …

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