Tanzi, il volto, le manette

Scritto da: il 10.01.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Impressionanti le foto, sommamente impietose, di Callisto Tanzi a Bologna, al processo d’appello per il crac Parmalat. 73 anni, dimagrito di 23 chili. Un mucchietto di pelle ed ossa. Mi faceva francamente rabbia e ribrezzo quando scoppiò lo scandalo. Ho invocato i forconi. Ora mi fa pena, quasi tenerezza, come me la fanno tutti i bambini, ancora deboli e indifesi, e tutte le persone anziane, di nuovo deboli e indifese. Mi chiedo (e se me lo chiedo io, orgogliosamente ultragiustizialista, un motivo di sarà): ma erano proprio necessarie le manette per un vecchio signore ridotto così? Possibile che nessuno si sia reso conto dell’assurdità della cosa? Eppoi, che senso ha diffondere le relative foto con l’ipocrita scelta di “pixellare” le mani imprigionate?

Ma, manette a parte, mi ha colpito come un pugno lo sguardo – stanco, spento, disperato – dell’uomo che fu fra i più ricchi e potenti d’Italia, dell’uomo che si era incoronato “re” di una delle più belle e civili città del nostro Paese, finendo col trascinarla nel fango. La parte rosso sangue del mio cuore mi suggerisce come analisi che questo è il volto del Capitalismo le poche volte che la Giustizia riesce ad affermarsi nel mondo. La parte bianca più semplicemente mi dice che è il volto di chi ha consacrato la propria vita al dio sbagliato. Davvero il denaro è lo sterco del demonio. E il suo tanfo prima o poi lo avvertono tutti.

Callisto Tanzi

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