Aspettiamoci che dalle acque (ovunque, perché mica hanno frontiere) prima o poi sorga una sorta di Godzilla. Magari non accadrà proprio come al cinema, ma ormai è chiaro come il vero danno irreparabile della crisi nucleare nipponica riguardi proprio il mare. Un tasso di iodio radioattivo 3355 volte superiore a quanto consentito dalla legge sta infatti avvelenando i dintorni di Fukushima fino a 300 metri dalla costa, quale ovvia conseguenza delle perdite nella centrale atomica.
La notizia è stata diramata dall’Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese, il cui vicedirettore, Hidehiko Nishiyama, non ha comunque voluto perdere l’occasione per minimizzare i rischi, evidenziando come la popolazione locale sia stata allontanata da giorni e la pesca vietata. Come se l’acqua contaminata dalle radiazioni non potesse giungere ovunque in breve tempo. Davvero nella gestione di questa crisi i tanto incensati giapponesi stanno deludendo su tutta la linea. Specie su quella della trasparenza.