The Lombardo Numb3rs

Scritto da: il 27.11.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Personalmente ho sempre amato molto i telefilm americani. Per anni ho vissuto di X-Files e Millennium ed ora mi nutro di Csi, Criminal Minds e Numb3rs. Ed ecco che, proprio provando a fare il Charlie Eppes della situazione – il matematico della serie tv Numb3rs che grazie alle cifre sbroglia intricatissime matasse criminali e smaschera serial killer e gruppi terroristici – viene fuori uno stato complessivo dell’economia dell’Isola che definire avvilente è poco.

Confrontiamo quindi alcuni numeri. La politica antimafia: per i laboratori della legalità istituiti dalla legge n. 15/2008 per il 2009-2010 sono stati stanziati 780 mila euro, per il 2010-2011 nulla! E i fondi per le imprese che denunciano il pizzo? Per il 2009-2010 sono stati erogati 3 milioni di euro, per il 2010-2011 appena 80 mila.

Altri numeri? Quanti se ne vogliono … 500 milioni di euro agli enti di formazione. Da notare: nessun obiettivo raggiunto. La Corte dei Conti ha poi evidenziato come dei fondi 2009 il 90% giaccia inutilizzato e dei fondi Por si sia speso solo il 6.73% di quelli disponibili. Ciò a fronte di un Pil regionale per il 2009 in calo del 3.6%, il dato (Istat) peggiore degli ultimi 40 anni, roba da far rimpiangere la crescita zero dell’era Cuffaro. E che dire del 118? Nel 2002 si spendevano per il servizio emergenze 9 milioni di euro l’anno, nel 2009 se ne sono spesi 88 di milioni solo per i personale ed i mezzi, giungendo nell’impresa di impiegare 12 unità per ambulanza (per carità, ovviamente è una cifra che comprende le varie turnazioni!). La fonte di quest’ultimo dato è la Corte dei Conti, ma vi è anche in corso una indagine della Guardia di Finanza.

A guardare i numeri – pardon, i numb3rs – del 2009 vengono i sudori freddi: il fatturato delle imprese a -3.4%, gli investimenti a -6.1%, l’occupazione nell’edilizia a -10.6% (in generale il 13.1% dei siciliani è senza lavoro, con una cassa integrazione guadagni in crescita del 78.8%), le presenze turistiche a -9.4%, le spese dei turisti a -12.7%, l’export (clamoroso) a -37%.

Ancora: la Regione Siciliana ha destinato 840 mila euro per rimborsi spesa per i viaggi degli assessori, ha 1 dirigente ogni 5.6 impiegati, per il personale spende 18 volte in più che la Lombardia e dilapida 2.5 milioni per consulenze varie. Il risultato? Nella classifica 2010 pubblicata da “Il Sole 24 Ore”, l’Isola si trova agli ultimi posti in tutti i 43 indicatori presi in considerazione dall’autorevole testata. In particolare, per l’ambiente si trova penultima, al 19° posto, per lo sviluppo economico terz’ultima al 17°, per i servizi alla salute ancora terz’ultima sempre al 17°, per istruzione ultima al 20°.

La spesa pro capite per cittadino per mantenere lo stuolo di dipendenti regionali è di 234 euro in Sicilia contro gli appena 20 euro della Lombardia. Del resto, la Sicilia ha 1 dipendente regionale ogni 350 abitanti, in Lombardia ve ne è 1 ogni 2.518. Mostruosa la relativa spesa: 1.8 miliardi di euro per dipendenti regionali siciliani contro 198 milioni per quelli lombardi.

Da ultimo (e questi che illustro da qui in avanti sono tutti dati forniti qualche giorno fa dall’assessore al Bilancio Gaetano Armao durante un incontro alla Camera di Commercio di Catania), la stagnazione dell’economia ha ingenerato un minor flusso fiscale di ben 400 milioni di euro, altri 400 milioni sono stati dati ai Comuni per tamponare il problema rifiuti, l’indebitamento complessivo della Regione è per circa 5 miliardi di euro (ma, dice Armano ciò non è preoccupante visti i flussi della Sicilia, noto colosso della finanza internazionale …) e – last but not least – l’Ente “viaggia” su di un deficit strutturale da 1.5-2 miliardi di euro l’anno. Insomma, apriamo gli occhi e rendiamoci conto di una semplice verità: l’Isola è sull’orlo della bancarotta e a chi la governa, se gli andrà bene, la storia ritaglierà appena appena il ruolo di esecutore testamentario.

Pubblicato su Sud, a. I, n. 4, 19 novembre 2010, p. 3

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