Ucraina, 5 anni dopo la “rivoluzione arancione” Yanukovic è presidente

Scritto da: il 09.02.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Sebbene con qualche sospetto di brogli, Victor Yanukovic era stato eletto presidente ucraino sul finire del 2004. Ma la cosiddetta “rivoluzione arancione”, finanziata da George Soros, da Washington e (sic!) da Tbilisi aveva cancellato l’esito di quel voto, consegnando il Paese al filo-occidentale Viktor Yuscenko.
Negli anni, come era a mio avviso nelle premesse, il doppio sistema di potere “liberale” di Yuscenko e della premier Yulia Timoshenko non ha portato per nulla benefici all’Ucraina, conducendo il Paese a numerose crisi con la Russia, nonché sull’orlo del default.

Ora, pur con un risicato 50% dei voti, ottenuto proprio contro la Timoshenko, Yanukovic, a più di 5 anni di distanza dalla sua prima reale vittoria, arriva alla guida dell’Ucraina. Classe 1950, il nuovo presidente è ingegnere ed economista. Leader del “Partito delle regioni”, è nato a Yenakiieve, nel profondo Est del Paese, ed è un convinto ortodosso. Nonché un convinto amico di Mosca.

Yanukovic eredita una Ucraina a pezzi, sull’orlo del disastro. Gli “arancioni”, forti dell’ingenuo sostegno occidentale,  ne hanno fatto un sol boccone. Vedremo se il potente alleato russo vorrà contribuire a risollevarne le sorti. In Europa converrebbe a tutti.

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