Ultimo sondaggio Demopolis prima del black out: Lombardia e Sicilia fondamentali

Scritto da: il 08.02.13
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Anche se in calo rispetto alle settimane scorse, il livello di astensionismo e di indecisione resta piuttosto alto fra gli italiani. Se ci recasse oggi alle urne, circa 11 milioni e mezzo di elettori, ossia il 24% degli aventi diritto, restarebbe a casa. Ma sul voto del 24 e 25 febbraio pesa anche il numero degli indecisi: oltre 7 milioni di elettori non hanno infatti ancora compiuto una scelta chiara. Sono questi i dati che emergono dall’ultima indagine condotta dall’Istituto Demopolis per il programma Otto e Mezzo de La7, prima del black out previsto dalla legge elettorale.

«A dare il segno dell’instabilità del mercato elettorale, in presenza di un’offerta politica non più bipolare come nel 2006 e nel 2008, è anche – sostiene il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – il numero di quanti dichiarano che nei prossimi giorni potrebbero cambiare idea: oltre un quinto degli elettori ammette di prendere oggi in considerazione più di una lista. A rendere più evanescente il consenso contribuisce anche il Porcellum, la legge elettorale in vigore con le liste bloccate: il 47% dei cittadini orienterà la sua scelta prevalentemente sul candidato premier o leader della coalizione, poco più di un terzo sceglierà il partito, meno di un elettore su cinque deciderà il suo voto in base ai candidati in lista per la Camera o il Senato a livello locale».

Demopolis ha analizzato il consenso attuale e potenziale alle 2 principali coalizioni: a 16 giorni dal voto, il centro-sinistra si attesterebbe al 33.6%, il centro-destra al 28.5%. Molto significativo appare anche il bacino potenziale dei due schieramenti, che raggiunge il 40% per la coalizione di Bersani e il 34% per quella di Berlusconi-Alfano.

«Nell’analisi dei flussi elettorali, principale argine alla rimonta del centro-destra è il Movimento 5 Stelle che – afferma Vento – otterrebbe oggi il 18,1%, con un consenso in crescita di circa tre punti nelle ultime due settimane. Grillo appare in grado di intercettare l’insofferenza di buona parte degli elettori che sembrano voler premiare l’assoluta contrapposizione agli schemi tradizionali della politica». In lievissima flessione la coalizione di Mario Monti, attestata oggi al 13.6%, e Rivoluzione civile di Ingroia al 4.1%. All’1.4% la lista di Oscar Giannino Fare per Fermare il Declino.

L’attuale vantaggio garantirebbe al Partito democratico di Bersani la maggioranza alla Camera. Secondo la simulazione effettuata dal Barometro Politico Demopolis, il centro-sinistra conquisterebbe infatti 340 seggi. 128 deputati andrebbero invece al centro-destra, 80 al Movimento 5 Stelle, 64 all’area dell’attuale premier. 18 seggi infine a Rivoluzione Civile. Un dato, quello del rassemblement coordinato da Antonio Ingroia, che Demopolis vincola al superamento della soglia del 4%, dato comunque per sicuro da altri istituti di ricerca.

Ma l’esito delle prossime elezioni si giocherà anche sul numero dei seggi attribuiti al Senato in base ai premi di maggioranza regionali. Se si votasse oggi, la coalizione Pd-Sel vincerebbe nella maggior parte delle regioni, mentre il centro-destra conquisterebbe i 14 seggi del Veneto. Se vincesse in Lombardia e in Sicilia, il centro-sinistra avrebbe la maggioranza a Senato con 169 seggi, ma se perdesse invece in entrambe le regioni si fermerebbe a 145 seggi, lontano dalla soglia necessaria di 158 senatori. Vincendo in Sicilia ma non in Lombardia, il centro-sinistra si fermerebbe a circa 154 seggi.

La vera partita si giocherà dunque in Lombardia e in Sicilia, le due regioni maggiormente incerte nelle quali l’Istituto Demopolis registra una situazione di sostanziale parità: circa un punto di vantaggio per Bersani su Berlusconi in Sicilia, con il Movimento 5 Stelle di Grillo non molto distante, e appena 1 punto di margine per l’asse Lega Nord-Pdl sul centro-sinistra in Lombardia. Potrebbero quindi essere poche migliaia di voti a determinare il risultato a Palazzo Madama.

Gli indecisi, ma anche Grillo e Monti, le principali forze in grado di attingere in modo trasversale ai bacini dei due principali schieramenti, si riveleranno determinanti per l’esito della competizione elettorale. «A 16 giorni dal voto – conclude Pietro Vento – il distacco tra centro-sinistra e centro-destra è di poco più di 5 punti percentuali: circa un milione e 800 mila voti separano oggi le due coalizioni». Comprensibilmente, da Demopolis precisano che il quadro da loro delineato è comunque destinato ad essere profondamente modificato da prossimi 16 giorni di campagna elettorale. Come sempre in Italia vissuta alla stregua del giudizio universale.

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Pier Luigi Bersani

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