Un mondo senza l’uomo?

Scritto da: il 21.06.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Se pensavo di essere troppo pessimista preconizzando il cannibalismo in Sicilia entro una cinquantina d’anni, c’è chi mi ha superato quanto a catastrofismo. Secondo Frank Fenner, 95enne docente di Microbiologia all’Australian National University, nonché co-scopritore del vaccino contro il vaiolo, la specie umana si estinguerà entro un secolo, insieme a numerosi animali. Esplosione demografica e consumi fuori controllo i principali elementi scatenanti di un disastro che comunque ha avuto già inizio con i cambiamenti climatici degli ultimi anni.

«L’homo sapiens sarà estinto probabilmente nei prossimi 100 anni – ha dichiarato Fenner in una intervista al The Australian – e la stessa cosa accadrà a molti animali. La situazione è ormai irreversibile [...] da quando la razza umana è entrata nell’era conosciuta come Antropocene l’effetto sul pianeta è stato del tutto simile alle glaciazioni o all’impatto di una cometa con la sua superficie. Ecco perché sono convinto che il nostro destino sia uguale a quello degli abitanti dell’isola di Pasqua. Perché al momento i cambiamenti climatici sono ancora in fase iniziale, ma già si possono notare considerevoli mutamenti nelle condizioni atmosferiche del pianeta».

Altro pensatore catastrofista a tutto tondo è Nicholas Boyle, insigne germanista della Cambridge University, che non va tanto per il sottile e dà all’umanità appena 4 anni di sopravvivenza, 2 in più rispetto alla nota profezia dei Maya. Nel suo recente saggio 2014. How to Survive the Next World Crisis (Continuum Books, London, 2010) spiega come il mondo stia per incappare in una crisi globale assolutamente senza precedenti, ben peggiore della corrente crisi economica.

Francamente, considerato anche come una delle mie passioni sia il delineare scenari geopolitici di medio e lungo periodo, fatico un po’ a convincermi del realismo di simili profezie di sventura. Credo che certo fra un secolo il mondo sarà molto diverso, ma sarà. E probabilmemente anche migliore di ora. Se proprio si deve ragionare in termini di previsione dello scenario peggiore, allora è meglio leggere l’ottimo saggio di Alan Weisman Il mondo senza di noi (Einaudi, Torino, 2008): davvero avvincente e almeno è scritto benissimo.

Un angolo di deserto della Namibia

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