Uno Sherlock Holmes blasfemo, ma bellissimo

Scritto da: il 07.01.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Guy Ritchie è uno dei registi più innovativi del cinema mondiale. Due dei suoi film – Lock & Stock. Pazzi scatenati (Lock, Stock and Two Smoking Barrels, 1998) e Snatch. Lo strappo (Snatch, 2000) – nonostante siano passati una dozzina d’anni dal loro arrivo nelle sale, rispetto a quanto mediamente prodotto dai cineasti di Hollywood sono ancora lustri avanti sotto molti punti di vista, in primis ritmo e stile di regia.
Certo, questo Sherlock Holmes non è veloce come i due capolavori di Ritchie, anzi in alcune fasi, da metà in poi, diviene quasi un po’ lento, ma è comunque un film godibile ed intelligente, rivoluzionario per quanto riguarda la figura del detective inglese.

Dico subito che Holmes dalla riscrittura di Ritchie esce malconcio oltremisura, irriconoscibile rispetto ai romanzi o alle tante riduzioni televisive e cinematografiche. Un alcolista sporco e maleodorante – meravigliosamente reso da Robert Downey jr, che si conferma essere uno degli attori migliori del panorama internazionale, se non il migliore in assoluto – davvero lontano anni luce dal compassato indagatore londinese cui siamo abituati, che però già Arthur Conan Doyle tratteggia con il vizio della cocaina. Insomma, uno Sherlock Holmes di certo blasfemo agli occhi dei puristi, ma bellissimo quello di Guy Ritchie.

Quanto alla trama, questa è stata ideata ex novo per il film, visto che nei romanzi o nei racconti di Conan Doyle non vi è traccia di Lord Blackwood (magistralmente interpretato da Mark Strong).
Esoterismo, soprannaturale, azione e teoria del compotto occulto spadroneggiano per oltre due ore, fino ad un esito scontato che prepara lo spettatore al sequel, che certamente vedrà protagonista il grande nemico di Holmes, il professor Moriarty. Ritchie per ora lo ha lasciato sullo sfondo, ma comunque malignamente presente. Nell’inevitabile prossima puntata possiamo stare certi che imperverserà.

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