Usa, tolto ai genitori il piccolo chiamato Adolf Hitler

Scritto da: il 15.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Le autorità Usa hanno tolto ai genitori la custodia del piccolo che era stato chiamato all’anagrafe Adolf Hitler (Campbell il cognome) e delle due sorelline, anch’esse “marchiate” con nomi ben singolari, JoyceLynn Aryan Nation (in onore della Nazione Ariana, movimento suprematista a stelle e strisce) e Honszlynn Hinler Jeannie (in onore di Heinrich Himmler).

Gli assistenti sociali del New Jersey, dopo il clamore suscitato qualche settimana fa dal caso della pasticceria che si era rifiutata di guarnire una torta di compleanno con la scritta “Happy Birthday Adolf Hitler”, si sono attivati ed hanno sottratto i figli alla giovane coppia di neonazisti.

Non si conoscono ancora le motivazioni ufficiali per le quali i bimbi sono stati affidati alle Autorità (fonti di polizia hanno riferito che non sarebbero stati riscontrati segni di negligenza o di abusi), ma certo che i genitori hanno ampliamente dimostrato una incoscienza alquanto evidente, pregiudicando il futuro  dei propri figli con nomi che non potranno non rappresentare un handicap nella vita sociale adulta …

La strana vicenda ripropone il problema della libertà eccessiva lasciata ai genitori sui nomi di battesimo dei figli, talvolta scelti in maniera del tutto scriteriata, senza badare alle conseguenze future per il nascituro.

Bene sarebbe, anche e soprattutto in Italia, dove cambiare nome è difficilissimo, snellire le procedure in merito e consentire, dal compimento del 18° anno di età in poi, di mutare con facilità un nome non gradito o dai forti connotati regionali, etnici, religiosi o politici, magari in conflitto con l’identità matura di chi è costretto a portarlo (un “Benito” con idee di estrema sinistra o un “Palmiro” con idee di estrema destra, per fare degli esempi, o, ancora, una “Maria Crocifissa” atea).

Si potrebbe pensare ad una sorta di conferma o meno del nome imposto dai genitori, cui verrebbe finalmente sottratto questo potere assoluto, spesso malamente utilizzato (si pensi alle tante “Sue Ellen” e ai tanti “JR” ai tempi della “Dallasmania” o alla conservativissima abitudine di trasmettere gli spesso improbabili nomi dei nonni …).

I coniugi Campbell con al centro il piccolo Adolf Hitler
I coniugi Campbell con al centro il piccolo Adolf Hitler
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