Vendola: grande politico, piccola sigla

Scritto da: il 28.10.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Senza dubbio Nichi Vendola è una gran bella figura di politico. Una persona pulita, sinceramente dalla parte di chi ha meno, un comunista (almeno spero lo sia ancora) serio ed affidabile. Sentirlo parlare convince molto.  Quel che convince meno è il partito che guida, l’ennesima scheggia volata via da quella esperienza irripetibile di Rifondazione Comunista, una formazione che avrebbe anche potuto dire la sua in Italia se non fosse stata ciclicamente depotenziata da numerose scissioni, eterodirette o meno ormai non importa.

Vendola è il leader della Sel. Ossia Sinistra, Ecologia, Libertà. Il suo obiettivo? «Restituire un significato alla parola sinistra». Assai nobile. Ma anche un po’ antistorico. Sono infatti almeno 30′anni che i termini “destra” e “sinistra” non vogliono più dire nulla, anche se il loro superamento pratico appare difficile, per non dire impossibile.  E pure le altre due componenti dell’acronimo Sel, ecologia e libertà, mi sembrano così abusate e logore che mi chiedo che senso abbia utilizzarle come brand.

Insomma, Vendola è un grande politico, questo è incontrovertibile, ma la Sel mi sembra poca cosa. Il consenso di cui gode nei sondaggi è per il leader, non certo per il partito. Ben altro sarebbe una formazione pan-comunista che (ri)unisse Sel, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani. Ma il sogno di una Grande Rifondazione ormai è, appunto, null’altro che un sogno.

Nichi Vendola (Foto Ravagli/Infophoto)

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