VERSO LE ELEZIONI EUROPEE 8/ Ci sono anche i Liberal Democratici

Scritto da: il 05.06.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

A questa infuocata tornata elettorale, il cui valore politico va ben oltre quello usuale delle elezioni europee, sono presenti anche i Liberal Democratici Riformisti, che, insieme al Movimento Associativo Italiani all’Estero, si presentano nella lista “LD con Melchiorre”, la cui capolista in tutte le circoscrizioni è, appunto, Daniela Melchiorre, deputato, già sottosegretario alla Giustizia dell’ultimo governo Prodi.

La Melchiorre è un magistrato militare, per inciso figlia di un generale della Guardia di Finanza, quindi è assai attenta al tema della sicurezza, che, soprattutto in un contesto più allargato come quello europeo, spesso va a coincidere con il problema immigrazione clandestina. In visita elettorale a Catania, non fa mistero di come «nell’attuale situazione, in Italia la pena è quanto di più incerto possa esservi».

Daniela Melchiorre
Daniela Melchiorre

Ma la proposta dei liberaldemocratici per l’Europa è ampia, assai più dei soli temi giustizia e sicurezza. «Del resto – evidenzia la Melchiorre – la nostra è una tradizione politica secolare e siamo gli unici che a Strasburgo non devono aderire ad un gruppo diverso dal partito nazionale nel quale sono stati eletti. I liberaldemocratici, infatti, ci sono ovunque, dalla Gran Bretagna alla Spagna, alla Germania. Attualmente il gruppo parlamentare europeo conta 108 deputati, che agiscono come un solo partito, cosa che in realtà sono, e non come un insieme eterogeneo senza collante alcuno come altri».

Idee davvero innovatici i “libdem”, come vengono sinteticamente chiamati in tutto il mondo, le hanno in tema di economia. Nella circoscrizione Sicilia-Sardegna è infatti candidato l’economista-imprenditore Paolo Majolino, che rimarca lo specifico della sua lista.

«Tutti i candidati – afferma Majolino – provengono dalla società civile. Non abbiamo voluto politici di professione, anche a costo di rinunciare a qualche sostanzioso pacchetto di voi che qualcuno certamente ci avrebbe portato in dote».

Majolino, che per la sua serrata critica al sistema creditizio alcuni definiscono l’Obama italiano, è un esperto di fondi sovrani e proprio in tale veste qualche tempo fa ha attirato l’attenzione dell’Economist, che gli ha dedicato un articolo.

Paolo Majolino
Paolo Majolino

«Quando sarà passata la crisi innescatasi a settembre scorso con il crollo di Lehman Brothers – dichiara con assoluta certezza – il mondo dovrà fare i conti con il problema enorme dei fondi sovrani. Perché solo quello norvegese è eticamente compatibile con il sistema democratico, gli altri assolutamente no. Eppure sono in grado di condizionare pesantemente la politica e la vita quotidiana di tutti i Paesi dove intervengono con la propria massiccia liquidità».

Quanto all’Italia, lo scenario che Majolino delinea non è certo roseo. «È assurdo – afferma – che il governo sostenga i colossi bancari che poi investono lontano dall’Italia. Molto meglio sarebbe aiutare le piccole banche locali, come le Bcc, che per statuto devono investire nel territorio».

Sulle speranze di arrivare a Strasburgo Majolino è ottimista. «Non che pensi di giungere al 4%, per carità. Ma noi abbiamo anche un candidato, l’italo-argentino Ricardo Merlo, che si presenta nella Circoscrizione Estero. È notissimo in Sud America e nel 2006 è stato eletto alla Camera con circa 48.000 voti. Ragionevolmente credo che possa farcela».

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