Mentre Gianfranco Fini si sposta ogni giorno di più al centro, tanto da suscitare le ironie di chi a questo punto lo considera il leader ideale per il Partito Democratico, Pier Ferdinando Casini, capo dell’Udc, lancia l’idea di un Partito della Nazione.
In quel di Todi, ad un seminario della Fondazione Liberal (il pensatoio/rivista che Ferdinando Adornato porta in dote nei partiti in cui approda) , l’ex presidente della Camera ha parlato dell’esigenza per il Paese di «recuperare il senso identitario del proprio cammino».
Insomma, per Casini «la terza Repubblica nasce all’insegna dell’unità della nazione e il progetto del Partito della Nazione nasce all’insegna della soluzione dei problemi del Paese fuori dalla demonizzazione dell’avversario».
Ovvio il tentativo di intercettare le eventuali schegge che schizzeranno da tutte le parti quando ai primi di giugno l’asteroide Pd si schianterà sullo scoglio planetario delle elezioni europee. Ma il Pdn inevitabilmente finirebbe con l’attrarre anche eventuali delusi di Fini, che a questo punto rischia seriamente di essere sorpassato a destra da Casini.
Ancora non si capisce se realmente Alleanza Nazionale si scioglierà o meno nel Pdl, ma di certo il progetto di un Partito della Nazione, anche da un punto di vista di mero marketing, si candida a colmare il vuoto nello spazio di centro(leggermente)destra abbandonato da Fini. Oltre che a lanciare una zattera di salvataggio ai centristi vari del Pd che volessero abbandonarlo prima della “collisione” di giugno.
