VERSO LE ELEZIONI EUROPEE/7 Alcune considerazioni sull’alleanza La Destra-Mpa

Scritto da: il 22.05.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Di certo quello che sta attraversando la maggioranza al governo in Italia è un momento di netta confusione politica. Non gravissima, per carità, ma sentita dai protagonisti e dalla gente. Gianfranco Fini tende sempre più a distinguersi da Silvio Berlusconi. Che guadagna consensi nonostante gli scandali e le polemiche, ma sa bene che prima o poi il sentire degli italiani potrebbe velocemente mutare.
Dal caos, però, possono nascere nuovi equilibri, è bene tenerlo a mente. E nel caos può accadere che formazioni minori (ma ottimamente radicate in precise zone del Paese) riescano ad introdursi nel gioco politico imponendosi nello scenario nazionale.

Del resto, al momento, la forza elettorale del Popolo della Libertà è la forza elettorale di Silvio Berlusconi tout court. Per quando il leader deciderà di ritirarsi dalla politica attiva il Pdl probabilmente avrà trovato un degno sostituto (il figlio Piersilvio?), ma per ora è così. Con tutti i pro e contro.

La domanda da porsi oggi è quindi: chi potrebbe avvantaggiarsi a queste imminenti consultazioni europee della confusione politica imperante? Dell’Italia dei Valori, che di sicuro avrà un risultato strabiliante, abbiamo già abbondantemente scritto. Ma c’è un’altra forza dal buon appeal elettorale cui è bene guardare con interesse: il cartello La Destra-Mpa-Pensionati-Alleanza di Centro, che – ovviamente – punta a superare l’iniquo sbarramento al 4% voluto da Berlusconi e Veltroni.

In Sicilia, dove la lista deve necessariamente ottenere un risultato vicino al 20% per poter sperare di raggiungere il quorum a livello nazionale, si dibatte da settimane se l’alleanza fra La Destra di Nello Musumeci e l’Mpa di Raffaele Lombardo possa essere compresa ed accettata dai rispettivi elettorati di riferimento. Soprattutto osservatori e cittadini si interrogano sulla disponibilità o meno del vasto bacino d’utenza di Nello Musumeci a votare per un simbolo che include anche quello dell’Mpa.

Per rispondere occorre fare un passo indietro. Quando nel dicembre 1994, all’ormai storico congresso di Fiuggi, si sciolse il Movimento Sociale Italiano e nacque Alleanza Nazionale, semplicemente venne consacrata la destra di governo. Che, ricordiamolo, già dagli anni Cinquanta in numerosi contesti locali governava con la Democrazia Cristiana.

An, dal 1995 in avanti, ha proseguito nel solco di una tradizione missina non notissima, ma certo consolidata, governando con quel che è rimasto “in circolo” della vecchia Dc.

A ben ragionare, quindi, la lista La Destra-Mpa è in piena continuità con tale tradizione, missina prima e nazional-alleata dopo. Si tratta, infatti, di null’altro che di una destra identitaria (ma anche dei valori, in primis cristiani e solidali), inclusiva, rispettosa di tutte le culture, che si apre ad uno dei rivoli della Dc, ad una forza, l’Mpa appunto, centrista ed autonomista di chiara ispirazione sturziana.

In estrema sintesi, siamo semplicemente davanti ad una forza di destra alleata con una di centro e ad una forza di centro alleata con una di destra. I rispettivi elettorati, quindi, non dovrebbero faticare più di tanto a comprendere la ratio dell’accordo, che va oltre la pistola puntata alla tempia rappresentata dallo sbarramento al 4%.

Del resto, le ideologie sono morte 20′anni fa ed ormai sarebbe bene ragionare esclusivamente in termini di valori, programmi, credibilità degli uomini. Se, ad esempio, su dieci ipotetici valori forti di un partito un altro ne condivide 2-3, un ragionamento politico comune può benissimo già essere avviato. Al di là che si tratti di ex comunisti, di ex fascisti o di ex democristiani. Perché antifascismo ed anticomunismo, è bene dirlo chiaramente, sono ormai solo categorie storiche, che non c’entrano più nulla con la politica corrente.

In ogni caso, oggi in Italia, sia a livello locale che nazionale le alleanze ormai sono non una scelta, ma una necessità. Saranno un bene? Saranno un male? Non è dato saperlo. Ma di certo sono una assoluta necessità.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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