Verso nuove elezioni: debolezza Pdl e forza Lega in un sondaggio Swg

Scritto da: il 21.10.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Al punto in cui è la politica italiana oggi, molti analisti scommettono sull’eventualità di elezioni legislative anticipate in primavera. Un fresco sondaggio Swg (realizzato con metodologia C.a.t.i.-C.a.w.i. su di un campione rappresentativo della popolazione italiana con diritto di voto di 2.000 persone) tratteggia un quadro di grande instabilità, con la possibile vittoria del centrodestra, ma senza raggiungere la maggioranza al Senato, e l’alleanza Pdl-Lega Nord-La Destra che si fermerebbe a quota 140 seggi (il quorum è a 159).

Nel dettaglio, il Popolo della Libertà sarebbe tra il 26 ed il 28%, assai debole rispetto al recente passato, mentre la Lega Nord, in potente crescita nelle simpatie degli italiani, sarebbe tra il 12 e 13%, un trend che a mio avviso ha ancora ottimi margini di miglioramento. Una simile percentuale significherebbe una Lega primo partito in Veneto, anche oltre il dato delle ultime elezioni regionali, ed al pari del Pdl in Lombardia. Secondo il sondaggio, il Carroccio salirebbe poi nelle preferenze anche in 3 classiche regioni “rosse”, la Toscana, l’Umbria e le Marche.

L’idea che ci si può fare degli odierni equilibri politici in Italia è sostanzialmente quella di una crescita generalizzata a scapito della (ormai ex) corazzata Pdl. Perché nel sondaggio non perde il centrodestra in generale, ma è debole proprio la creatura di Silvio Berlusconi, con i suoi voti che comunque non vanno tutti alla Lega di Umberto Bossi (La Destra di Francesco Storace e Nello Musumeci, ad esempio, è al 2%). In ogni caso, il totale della coalizione liberalconservatrice sarebbe oggi tra il 40 ed il 43%, con maggioranza assoluta alla Camera dei Deputati, ma non al Senato.

Quanto al centro dell’asse politico italiano, Futuro e Libertà di Gianfranco Fini si collocherebbe tra il 6 e il 7%, superando l’Udc di Pier Ferdinando Casini (che ha di recente perso il “granaio” siciliano con la creazione da parte di alcuni big politici isolani del Pid, ossia i Popolari di Italia Domani), ferma al 5-6%. L’Mpa di Raffaele Lombardo per l’Swg varrebbe l’1% (ma anche in questo caso occorre valutare bene il danno per gli autonomisti siciliani derivante dalla scissione di Noi Sud e dalla nascita del competitor Forza del Sud di Gianfranco Micciché), mentre l’Api di Francesco Rutelli sarebbe tra lo 0.5 e l’1%. Nel complesso, il blocco centrista è valutato attorno al 12.5-15%.

Nel centrosinistra, il Partito Democratico si collocherebbe tra il 24 e il 26%, mentre l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro tra il 6 e il 7%. Un dato, quest’ultimo che personalmente non mi convince affatto, perché la formazione dell’uomo simbolo di Mani Pulite a mio avviso potrebbe anche superare l’8-10%, sottraendo voti ad un Pd che nel comun sentire è quasi in caduta libera. Ai voti del centrosinistra l’indagine Swg somma poi quelli della Sel (Sinistra, Ecologia e Libertà) di Nichi Vendola che si attesterebbe sul 4-5%, per un totale dell’alleanza progressista al 34-38%. Totale che, si noti bene, senza la Sel, va al 30-34%.

A sinistra (dove dovrebbe invece essere correttamente collocata la Sel), la Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti Italiani) è data tra il 2 e il 3% cento ed il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo al 4-5%, quindi sopra la soglia di sbarramento della Camera. Il brillante genovese sembrerebbe sottrarre voti a Di Pietro, ma anche pescare bene nel bacino degli indecisi grazie alle difficoltà evidenti dei partiti tradizionali.

Ovvio che con numeri del genere non vi sarebbe alcuna maggioranza al Senato (Pdl-Lega-La Destra arriverebbero a circa 140 senatori, una ventina in meno del necessario), anche perché i premi regionali stavolta sembrerebbero penalizzare il centrodestra. In Puglia, infatti, vi sarebbe un buon successo del centrosinistra grazie alla spinta propulsiva del presidente della Regione, Nichi Vendola, ed in Sicilia il cosiddetto nuovo centro, grazie alla forza elettorale del presidente autonomista Raffaele Lombardo, potrebbe dire la sua, anche se è da valutatare la presenza nella competizione di Forza del Sud di Gianfranco Micciché) e Pid (Totò Cuffaro, Pippo Gianni e Saverio Romano, consigliati da un’abile stratega della Prima Repubblica come Calogero Mannino), nonché la strana situazione personale dello stesso Lombardo, stella appannata dalle inchieste, che oggi non sembra certo potente come 2 anni fa.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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