Vicenda “Sudpress”, un po’ di ordine (cronologico) per fare chiarezza

Scritto da: il 14.02.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Non è facile intervenire su di una vicenda così vicina a chi scrive, oltre che recente e dolente, come la traumatica rottura dei rapporti fra gli editori della free press investigativa Sud ed il già direttore della suddetta, Antonio Condorelli, amico che stimo e, nei limiti del possibile, cerco sempre di consigliare per il meglio. Ma siccome fare i giornalisti significa anche esporre asetticamente i fatti (si possono pure avanzare analisi, per carità – sarebbe la mia specializzazione – ma non è questo il caso in cui occorre farlo), necessita assolutamente mettere da parte sentimenti e simpatie e ricostruire gli accadimenti. In Sud abbiamo creduto in molti a Catania e la sua  fase di stallo è certo un problema per la città, che dal nostro lavoro per sei mesi circa è stata informata in maniera trasversale ed inusuale, come difficilmente accade in Italia. Allo scopo, ho pensato che  possa essere bene raccogliere qui tutti i comunicati stampa che gli editori e Condorelli hanno scritto negli ultimi giorni, proponendoli in ordine temporale a cominciare dal primo, quello dell’Associazione “Amici di Sud”, casus belli alla radice della frattura.

Comunicato stampa – Catania, 8 febbraio 2011

L’Associazione “AMICI DI SUD”, costituitasi per sostenere le iniziative collaterali al giornale “SUD”, free-press di giornalismo investigativo stampato a Catania, ha scritto al Presidente della Repubblica ed al Presidente del CSM chiedendo l’intervento formale del Consiglio Superiore della Magistratura affinché rimuova la condizione inquietante venutasi a determinare presso l’Ufficio GIP di Catania.

Nell’esposto si denuncia la particolare posizione del Presidente dell’Ufficio GIP di Catania, la cui moglie, dr.ssa Rita Cinquegrani in Gari, è stata nominata in Giunta municipale dal Sindaco Raffaele Stancanelli ed altresì nominata Sovrintendente del Teatro Massimo “Bellini” dal Presidente della Regione Raffaele Lombardo.

Nell’esposto, si rappresenta che sia il Sindaco di Catania come anche il Presidente della Regione risultino indagati dall’Ufficio giudiziario catanese, anche per reati di particolare allarme sociale, cosicché accade che i procedimenti istruiti dalla competente Procura Distrettuale della Repubblica si troverebbero a dover essere vagliati da quell’Ufficio GIP il cui Presidente Aggiunto è il marito dell’assessore che siede nella Giunta presieduta dal Sindaco indagato mentre riveste l’incarico di Sovrintendente in quanto nominata da quel Presidente della Regione, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.Nell’esposto si chiede al CSM di tutelare il decoro, la imparzialità e la terzietà della Magistratura etnea.

Si allega copia integrale dell’esposto.
Associazione “AMICI DI SUD”

Il testo dell’esposto (datato Catania, 7 febbraio 2011), non dissimile dal comunicato, è il seguente:

Al Signor Presidente della Repubblica
On. Giorgio Napolitano
n.q. di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura
SEDE

Al Signor Vice Presidente
del Consiglio Superiore della Magistratura
On. Michele Vietti
SEDE

e p.c.:

Al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati
Sezione di Catania
SEDE

Stimatissimo Signor Presidente della Repubblica,
Signor Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura,
con la presente si desidera rappresentarVi la delicata situazione venutasi a determinare presso l’Ufficio del Giudice delle Indagini Preliminari di Catania.
Ed infatti, il Presidente Aggiunto dell’indicato Ufficio GIP è il dr. Alfredo Gari, la cui moglie, Rita Cinquegrani in Gari, ha assunto, oramai da diversi mesi, le cariche di Assessore comunale e di Sovrintendente del Teatro Massimo “Bellini” di Catania.

La nomina ad Assessore della Giunta della città capoluogo è stata effettuata dal Sindaco, Sen. Raffaele Stancanelli, mentre l’incarico di Sovrintendente promana da un decreto di nomina del Presidente della Regione, On. Raffaele Lombardo.

Accade, però, ed ecco il dato inquietante, che il Sindaco sia sottoposto a svariati procedimenti penali, dei quali ha dato notizia la stampa, mentre il Presidente della Regione, ed i fatti sono ben noti, è sottoposto ad indagine, per concorso esterno in associazione mafiosa.

L’Ufficio giudiziario che segue le indagini, a carico del Sindaco come del Presidente della Regione, è quello etneo; cosicché, ci si trova di fronte all’imbarazzante, e non si vuol dire di più, condizione di un Ufficio GIP che dovrà vagliare i fascicoli istruiti dalla Procura Distrettuale della Repubblica su notizie di reato, anche gravissime, relative alla Giunta in cui siede la moglie del Presidente Aggiunto appunto di quello stesso Ufficio (è già accaduto che un fascicolo sia stato archiviato dopo che quale teste a discolpa del Sindaco, indagato per il reato di falso, era stata assunta la moglie del Presidente Aggiunto dell’Ufficio GIP).

Sempre il medesimo Ufficio GIP è chiamato a decisioni importanti in ordine alla posizione dell’indagato Presidente della Regione, lo stesso che ha nominato la moglie del Presidente Aggiunto di quell’Ufficio alla prestigiosa e remunerata poltrona di Sovrintendente del Lirico catanese.
Una tale evidente incompatibilità non può non destare sconcerto mentre arreca certamente un grave vulnus alla credibilità della Magistratura tutta e segnatamente al decoro, al senso di equilibrio, al dovere di terzietà della Magistratura catanese.

Ancora in questi giorni il giornale locale SUD, che si allega nei due numeri di interesse, ha dedicato ampio spazio alla insopportabile situazione, ma nulla è accaduto.

Si fa perciò ora appello alle Loro altissime Autorità affinché il CSM avvii una specifica azione disciplinare nei confronti del Presidente Aggiunto dei GIP di Catania e provveda a rimuovere l’evidente incompatibilità.

Con rispetto
Associazione “Amici di SUD”

A questo punto Antonio Condorelli si incontra con gli editori. Ne scaturisce il seguente comunicato, che viene inviato alla stampa (sarà pubblicato l’indomani anche dal quotidiano La Sicilia) e che rimane presente sul portale (www.sudpress.it) per quelche giorno, fino al licenziamento del Condorelli:

Comunicato stampa – Catania, 8 febbraio 2011

Durante il pomeriggio è stato diffuso un comunicato stampa firmato da un’associazione che avrebbe sede presso la redazione di Sud. Gli editori d’intesa con il direttore hanno deciso di presentare un esposto alla Polizia Postale e una denuncia alla Procura della Repubblica per comprendere chi possa aver posto in essere questo gesto.

Una sedicente associazione “amici di SUD” indicando come sede quella del free press Sud, ha comunicato la notizia della presentazione di un esposto al Csm su questioni sollevate da nostri servizi giornalistici. All’interno della mail si parla di un gruppo di sostenitori del giornale Sud che però restano nell’anonimato.

Non è possibile indicare come sede la stessa della redazione giornalistica e della testata edita con sacrificio e passione dall’azienda amministrata da Pierluigi Di Rosa.

08/02/2011 Direttore di “Sud” Antonio Condorelli si dissocia da attività di associazione “amici di Sud”.

Oggi pomeriggio una sedicente associazione “amici di SUD” indicanto come sede quella del free press Sud, da me diretto, ha comunicato la notizia della presentazione di un esposto al Csm su questioni sollevate da nostri servizi giornalistici. All’interno della mail si parla di un gruppo di sostenitori del giornale Sud.

Personalmente e a nome dei giornalisti collaboratori di Sud, free press di giornalismo investigativo siciliano, comunico di non essere a conoscenza dell’esistenza di questa associazione. Gli stessi editori non hanno fatto comunicazioni ai giornalisti sulla questione.

Ribadisco anche che il tentativo portato avanti con Sud, da parte dei giornalisti, è quello di un’informazione scomoda, irriverente ma pura.

Invito quindi eventuali (per il momento anonimi) fondatori di associazioni che portano il nome della testata da me diretta a non utilizzare la stessa testata come simbolo per azioni politiche. Costituiscano pure associazioni o partiti, ma senza utilizzare la stessa testata del giornale da me diretto.

Preciso anche, ove ce ne fosse di bisogno, che l’unico fine dei giornalisti è quello di informare in modo asettico, è nostro dovere farlo, è diritto dei cittadini essere informati.
Antonio Condorelli, DIRETTORE SUD FREE PRESS

Passa qualche giorno ed esplode il caso. Venerdì 11 febbraio 2011, nel primo pomeriggio, viene diffusa dagli editori di Sud la seguente nota (senza indicazione di luogo e data, ma ovviamente fa fede l’invio della mail):

NUOVO DIRETTORE PER SUD E SUDPRESS.IT

La società editrice di SUD e SUDPRESS ha dovuto constatare il venir meno del rapporto fiduciario con Antonio Condorelli e pertanto gli ha chiesto di farsi da parte.

L’utilizzo personalistico ed autoreferenziale degli strumenti messi totalmente ed incondizionatamente a disposizione dell’ex direttore non poteva, infatti, essere tollerato oltre, senza cedere al sospetto che alcune notizie relative a personaggi pubblici siano state puntualmente omesse, con ciò violandosi il giuramento di assoluta distanza da qualunque posizione politica preteso dagli editori. La linea editoriale deve essere, e sara’sempre, chiara e trasparente: denuncia inequivoca e documentata di un sistema di potere che sta distruggendo ogni risorsa, senza riguardo o riverenza per nessuno.

Con la nomina del nuovo direttore, verra’ quindi mantenuto e potenziato lo stile investigativo di denuncia, tratto caratteristico ed irrinunciabile del free press, con l’integrazione di contenuti e maggiore spazio alle analisi ed opinioni.

Tale progetto richiede professionalità adeguate al ruolo che la giovane testata intende acquisire nel panorama dell’informazione, con l’obiettivo di contribuire sempre più efficacemente oltre che al disvelamento delle miserie del Potere, alla migliore comprensione di quanto accade realmente nelle istituzioni e delle vere cause dei crescenti disagi di fasce sempre più ampie di cittadini.

Una stampa concretamente libera richiede non solo che quanto pubblicato sia sempre vero e documentato, ma anche utile alla crescita civile della Comunità. Il nuovo Direttore sara’ presentato alla stampa nelle prossime ore.

Condorelli replica a strettissimo giro di posta (elettronica, ovviamente), con una mail collettiva, sempre dell’11 febbraio, delle ore 15.53:

invio la seguente nota perchè il mio IP è stato bloccato e non posso commentare nè scrivere sul portale www.sudpress.it da me diretto sino a pochi giorni addietro
Grazie
Antonio Condorelli

L’INFORMAZIONE D’INCHIESTA NON PUO’ ESSERE STRUMENTO.

La sfida che ogni giorno mi ripropongo è quella di un’informazione pura che porti in primo piano i fatti documentandoli in modo asettico.

Gli editori di Sud hanno investito nel settore asfittico dell’informazione e ho avuto, sino a qualche giorno addietro, la possibilità di lavorare liberamente sulla base della linea politico-editoriale concordata.

Il problema è sorto quando è nata all’improvviso l’associazione “amici di Sud” che, indicando come logo e come sede la stessa del giornale da me diretto, denunciava al Csm il giudice Gari, marito dell’assessore-sovrintendente del Teatro Massimo Bellini Rita Cinquegrana.

I due comunicati stampa inviati dall’indirizzo amicidisud@libero.it erano siglati “amici di Sud”.

La mia presa di distanze è stata immediata per salvaguardare la mia posizione di giornalista che fa informazione, e il ruolo dei collaboratori di Sud.

La stessa sera è avvenuta una riunione con gli editori Basile e Di Rosa alla presenza del legale della società Avv. Antonio Fiumefreddo. A conclusione della riunione veniva pubblicato su Sud un comunicato in cui gli editori preannunciavano la presa di distanze da questa associazione visto che Di Rosa, Basile e il legale Fiumefreddo si dicevano all’oscuro di tutta la vicenda. Anzi la condannavano aspramente. Il patto era quello di andare l’indomani alla Polizia Postale per scoprire chi avesse osato utilizzare il logo di Sud e l’indirizzo della redazione per una denuncia al Csm.

Ritornato a casa ho scaricato i files dell’associazione “amici di Sud”, li ho aperti con open office e cliccando su “file” sono andato su “Proprietà” ed è risultato “proprietario” “Antonio Fiumefreddo”.

Immediatamente ho chiamato l’editore Di Rosa chiedendo spiegazioni. L’indomani gli editori non hanno mantenuto la parola della denuncia alla polizia postale. In questa vicenda c’è però un profilo essenziale che mi ha spinto alla rottura con gli editori, che va ben oltre la bugia sugli autori della denuncia al Csm. Quando ho fatto i servizi sull’assessore Cinquegrana, moglie del Gip Gari, il mio fine esclusivo era quello di informare di un fatto grave i cittadini. Quando invece si utilizza il logo del giornale per fare un esposto al Csm contro il giudice Gari, l’informazione rischia di diventare strumento di un’associazione che agisce politicamente. E c’è di più perchè Fiumefreddo, che è risultato “proprietario” del file-denuncia firmato “amici di Sud”, ha avuto un contrasto personale con la Gari.

La rottura è stata su questa cosa, almeno da parte mia. L’informazione, soprattutto nel giornalismo d’inchiesta, non può essere strumento di questioni personali o di associazioni che utilizzano il logo del giornale facendo denunce e promettendo attività “collaterali” di carattere politico anche se non partitico.

La conclusione qual è? E’ che io ringrazio gli editori Di Rosa e Basile per aver creato questa nuova realtà editoriale, se tornassi indietro rifarei tutto quello che ho fatto. Sino ad una settimana addietro ho ritenuto “Sud” luogo ideale in cui fare informazione a mio modo. Dopo i fatti che ho raccontato sono caduti i presupposti. Quindi auguro ogni bene agli editori di Sud e agli “amici di Sud”, compresi quelli che non appaiono e scrivono denunce. Io continuerò a fare il giornalista senza “movimenti collaterali”. Le inchieste non sono finite, presto in campo una nuova testata indipendente. A parlare saranno sempre i fatti e le carte.
Antonio Condorelli

Comunicato dell’Associazione “Amici di Sud” – 12 febbraio 2011:

Siamo spiacenti per l’involontario equivoco, ma l’associazione “Amici di Sud” non è anonima e non ha alcun obiettivo politico. Sorprende e dispiace che l’ex direttore Condorelli non l’abbia ritenuta casomai come l’ennesima prova di un successo crescente della testata e non abbia inteso approfondirne composizione e finalità.

Si sarebbe infatti potuto rendere pubblico con le più utili modalità, nell’interesse del giornale stesso, che l’Associazione si è costituita spontaneamente, senza alcun previo accordo con la proprietà del giornale, che non era a conoscenza dell’iniziativa ma a cui eravamo certi fare cosa gradita, mettendo insieme l’entusiastica adesione di professionisti, imprenditori e cittadini comuni che credono nello straordinario sforzo che SUD sta compiendo per un’informazione autenticamente libera e trasparente.

L’Associazione, quindi, lungi dall’essere anonima è presieduta dalla sottoscritta avv. Renata Saitta, da sempre lontana dalla politica così come lo sono gli altri illustri e meno illustri sostenitori dell’iniziativa.

“Amici di Sud” si augura che la proprietà del giornale possa accogliere con favore la decisione di questi Amici di supportarne in ogni modo la difficile e pericolosa battaglia di liberazione e di riscatto della nostra terra, affinché sappiano che in questo straordinario impegno non sono soli. Speriamo possa rappresentare un ulteriore contributo, il primo di tanti altri, che andrà ad aggiungersi alla storia di indipendenza che gli editori di SUD hanno con i fatti dimostrato sin dalla nascita del giornale.
Avv. Renata Saitta – Presidente “Amici di Sud”

E questo il comunicato di poco successivo degli editori.
La risposta degli editori – 12 febbraio 2011:

La società editrice di SUD esprime viva commozione e gratitudine per la decisione di una professionista del prestigio dell’avvocato Renata Saitta, del cui impegno SUD si è peraltro già avvalso nel procedimento vittorioso davanti al Garante della Privacy, di promuovere e presiedere un’associazione, “Amici di Sud”, che si pone come obiettivo di sostenere il difficile impegno che stiamo svolgendo.

La presenza di un’associazione di professionisti, imprenditori e cittadini che affianchi gli editori nelle attivita’ di SUD ne accresce le potenzialita’ ed il ruolo in favore di una libera ed indipendente informazione finalizzata alla formazione di una vera e consapevole Pubblica Opinione e ci conforta circa la bontà e le prospettive dell’importante progetto editoriale. Valuteremo a breve iniziative comuni.
Pierluigi Di Rosa -  Presidente Ed.In. srl

Si arriva quindi a stamattina, 14 febbraio, con questo intervento degli editori sul portale Sudpress:

Ecco perché Condorelli non è più il direttore di Sud

Avremmo voluto non dover scrivere questa nota, ma la mistificazione della verità abusata da Condorelli ci impone questa scelta, mentre stiamo in queste ore valutando l’opportunità di tutelarci per i danni subiti.

Abbiamo riflettuto a lungo, ed alla fine ha prevalso la scelta di rendere trasparente anche questo momento così difficile, per quanto ancora non ci sentiamo riavuti dalla grave violazione della nostra buonafede. Condorelli, infatti, è stato allontanato in quanto è emerso un dato, a noi tutti completamente ignoto, che abbiamo ritenuto di insuperabile incompatibilità con la cultura e la storia di vita degli editori.

Abbiamo esitato a parlarne tuttavia proprio a tutela del Condorelli, convinti come siamo che anche a chi sbaglia occorra offrire sempre una via d’uscita che non lo umili, e nondimeno proprio Condorelli ha inteso perseverare nell’inganno così costringendoci a dire e a far conoscere ogni cosa.

Circa 10 giorni addietro, in modo del tutto casuale, abbiamo appreso che Antonio Condorelli appena nel 2006 è stato eletto segretario nazionale della Gioventù Nazionale, il movimento giovanile della Fiamma Tricolore, forza politica di estrema destra.

Ad un primo sconcerto, per essere stati tenuti all’oscuro della rilevantissima circostanza, abbiamo voluto far seguire l’accertamento diretto della notizia. Verificavamo, quindi, che il Condorelli era stato eletto segretario nazionale il 29 gennaio del 2006 al secondo Congresso della Gioventù Nazionale; a quel Congresso erano presenti gli esponenti di punta del movimento dell’estrema destra ed addirittura veniva presieduto da un ex componente della fascista Repubblica di Salò.

Abbiamo ancora letto documenti che danno atto dell’attività estremistica compiuta dal Condorelli quale primo rappresentante di quel movimento, con tanto di bandiere nere, saluti romani e posizioni francamente inconcepibili per una sana cultura liberale e democratica.

Abbiamo, increduli, constatato che il Condorelli si rivolgeva ai suoi colleghi di partito chiamandoli “Cari camerati” e concludendo con la frase “Abbiamo la fiamma nel cuore”.

Abbiamo letto di esponenti di quel movimento denunciati per apologia del fascismo e di croci celtiche rimosse dal simbolo del Movimento rappresentato dal Condorelli solo a seguito dell’intervento della DIGOS di Padova.

Sbigottiti, abbiamo sperato che si trattasse di omonimia. Ed invece, no!  E’ proprio il nostro Antonio Condorelli, con tanto di numero del suo cellulare reso pubblico ai “camerati”.

Potevamo continuare a mantenere alla direzione di un progetto importante e trasparente come quello di SUD un esponente di partito, e non di uno qualunque bensì un ex segretario nazionale?

Perché, ci siamo chiesti, il Condorelli aveva omesso di informarci, nascondendoci una circostanza così rilevante? Come avremmo potuto mantenere la fiducia nei confronti dell’esponente di una forza politica estremistica, antisemita, apologetica del fascismo? Impossibile! Incompatibile con i nostri valori, incompatibile con la cultura di chiunque aborrisca le bandiere con la croce celtica, i saluti romani, la nostalgia cameratesca e fascista. Siamo rimasti delusi ed offesi, ci siamo sentiti, e come avremmo non potuto, raggirati da quella grave omissione, la stessa omissione che immaginiamo il Condorelli avrà mantenuto con la serissima testata di Report, così come con gli organizzatori dei convegni ai quali è stato invitato da esponenti della politica democratica, ignorata allo stesso modo dagli esponenti della società civile che hanno creduto alla sbandierata, inflessibile, indipendenza del giornalista Condorelli.

A quel punto, ci sono risultati chiari molti equivoci; un certo strabismo del Condorelli, le mancate risposte ai continui richiami rivoltigli affinché le notizie non manifestassero riverenza, o peggio copertura, verso nessuno; ma questo è un altro capitolo ancora che vorremmo risparmiarci per il dolore che ci procura e l’offesa che riteniamo ci sia stata arrecata.

Queste le ragioni dell’allontanamento del Condorelli. Queste le ragioni per le quali stiamo valutando eventuali azioni legali.

Avremmo voluto non doverne parlare poiché siamo convinti che i nostri lettori staranno provando lo stesso sconcerto che abbiamo provato noi editori allorquando siamo stati informati, ma la verità non deve avere pudore e crediamo debba trionfare sempre.

Chi avrà curiosità potrà collegarsi con gli indirizzi che di seguito segnaliamo (sono disponibili a questo link, in basso) per prendere conoscenza diretta ed avere riscontro di quanto sopra abbiamo denunciato.

Ad Antonio Condorelli continuiamo ad augurare buon lavoro e soprattutto che la vita lo porti a correggere le pericolosissime idee nelle quali ha creduto, ed ancora gli rivolgiamo l’invito ad avere più stima per l’informazione libera evitando di scambiarla per strumento di inaccettabile propaganda di fazione, e, peraltro, di fazioni che fanno orrore perché contrarie all’uomo e alla storia.

Al momento è tutto. Terrò aggiornato il post con gli eventuali ulteriori sviluppi.

Antonio Condorelli

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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