What’s in Casini’s mind?

Scritto da: il 11.09.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Mantenere il brand certo di buon successo (anzi ottimo in alcune zone del Paese, come la Sicilia) dell’Udc o passare ad un’operazione più complessa e rischiosa con il varo del Partito della Nazione?
È questo il dilemma di Pier Ferdinando Casini, che entro i primi del 2010 dovrà sciogliere le riserve e decidere il da farsi sul Pdn (ma una qualche anticipazione in questo week end di “stati generali” del Centro a Chianciano non sarebbe sgradita).
Già, il Pdn. Un’idea forte per ricompattare i centristi italiani accogliendo anche quelli più laici del militante medio Udc. Un’idea forte che agli occhi di Casini ha il pro di essere un progetto innovativo di sicuro successo che potrebbe anche puntare al 10-12% dei consensi globali (il che vorrebbe dire 15-18% nelle aree dove l’Udc è già molto radicato), ma ha anche il contro di non essere sua, bensì di Bruno Tabacci. Un vulnus non da poco per l’ex presidente della Camera.
In ogni caso, con Fini che non perde occasione per distanziarsi da Berlusconi, Casini di certo starà riaccarezzando il sogno di sostituire il premier alla guida del centrodestra italiano. E anche, perché no?, alla guida del governo.
Insomma, nel medio periodo il vero scontro per la leadership dei moderati italiani, nonché per Palazzo Chigi, potrebbe proprio essere fra Casini e Fini.
La guerra per la successione al Cavaliere è davvero cominciata  …

Pier Ferdinando Casini

Pier Ferdinando Casini

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